Racca confermata alla guida di Federfarma. Ma cresce il malcontento

Redazione DottNet | 14/04/2014 20:20

L'Assemblea nazionale di Federfarma e l'Assemblea nazionale del Sunifar (farmacie rurali), riunite oggi a Roma, hanno confermato per il triennio 2014-2017 Annarosa Racca presidente Federfarma e Alfredo Orlandi presidente Sunifar. Lo afferma la stessa associazione in un comumicato.



''Continuerò a lavorare con impegno ed entusiasmo per valorizzare il servizio farmaceutico in una rete di rapporti con le istituzioni nazionali e regionali e con le altre categorie di professionisti sanitari - ha affermato Racca -. Uno degli obiettivi principali è la concreta e rapida attuazione della farmacia dei servizi, di cui anche il Documento di Economia e Finanza, recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri, ha riconosciuto la validità. La farmacia può contribuire a favorire lo spostamento dell'assistenza dall'ospedale al territorio. Sono fiduciosa di poter raggiungere, con il supporto di tutti i colleghi, buoni risultati per la farmacia italiana, perché finalmente si comincia a mettere al centro del dibattito pubblico la salute dei cittadini, dopo che per anni la sanità è stata presa in esame solo per discutere di tagli''. La crisi, ha affermato Orlandi, si è fatta sentire soprattutto per le piccole farmacie. ''Il Sunifar ha lavorato in questi anni per individuare strumenti di sostegno che consentissero alle farmacie rurali di superare questo difficile periodo - afferma il Presidente -. Continueremo a lavorare per fare in modo che le farmacie rurali possano continuare a svolgere il loro ruolo di presidio sanitario essenziale sul territorio''.

Intanto, Federfarma Lazio, attraverso una nota, ribadisce la sua protesta contro la dirigenza del sindacato e annuncia che sarà costituito al più presto "un coordinamento interregionale per portare avanti una riflessione congiunta, in tempi rapidi, volta a individuare modalità e strategie di rappresentanza sindacale più efficaci di quelle che è ragionevole attendersi da Federfarma dopo la conferma dei suoi vertici". La decisione, spiega la nota di Federfarma Lazio, è stata assunta all'unanimità dal vasto fronte di articolazioni territoriali che non hanno partecipato al voto nazionale di oggi per il rinnovo del consiglio di presidenza di Federfarma. Il 40% degli aventi diritto al voto avrebbe infatti non votato o votato scheda bianda in forma di protesta. "Federfarma Piemonte, Federfarma Val d'Aosta, Federfarma Liguria, Federfarma Bolzano, Federfarma Lazio, insieme ad altre associazioni provinciali in Toscana, Puglia e Sardegna e altre ancora che potranno presumibilmente aggiungersi nonostante la partecipazione al voto odierno, daranno vita a un coordinamento interregionale permanente, affidato, nelle fasi istruttorie, al coordinamento di Antonino Annetta (Roma), Silvia Pagliacci (Umbria), Elvio Barla (Liguria), Luca Collareta (Bolzano), Pierluigi Annis (Sardegna)  insieme ai rappresentanti di Piemonte e Toscana con il compito di valutare possibili alternative capaci di rappresentare e tutelare meglio - anche recuperando gli spazi di interlocuzione con le Regioni incomprensibilmente disertati con clamoroso autolesionismo dalla gestione Racca - i legittimi interessi della farmacia convenzionata italiana, provando a invertire una crisi ormai giunta a livelli che minacciano seriamente la stessa sostenibilità economica degli esercizi, in particolare nelle località più piccole e disagiate del Paese", spiega la nota di Federfarma Lazio.  "La decisione è in qualche modo obbligata e del tutto coerente con quanto denunciamo ormai da anni", secondo Antonino Annetta, vicepresidente di Federfarma Roma. "L'appena riconfermata gestione Racca non ha dato alcun segno, al netto del consueto cumulo di dichiarazioni altisonanti ma vuote, di voler cambiare registro. E la farmacia italiana non può davvero più permettersi relazioni con gli interlocutori istituzionali schiacciate in via esclusiva a livello centrale e dichiaratamente sbilanciate in termini di schieramento politico, né la gestione autoreferenziale e personalistica del sindacato che abbiamo conosciuto fin qui. Una gestione incapace di consentire l'articolazione democratica del dibattito interno, come comprova il distacco, già avvenuto, di pezzi di sindacato, ma che soprattutto non ha fatto nulla per contrastare il progressivo peggioramento della crisi delle farmacie, circa 3000 delle quali, secondo le stesse stime Federfarma, sono in condizioni di gravissima sofferenza e, in molti casi, sull'orlo del fallimento".  "Lasciamo pure le cariche Federfarma ai festeggiamenti per la vittoria e ai reboanti comunicati che la certamente la accompagneranno - prosegue Annetta - ma certamente non resteremo con le mani in mano di fronte al  cupio dissolvi della farmacia italiana. Sappiamo bene che, comunque finisca la riforma del Titolo V, il tavolo sul quale si deciderà la quota parte più significativa del futuro delle farmacie è quello delle Regioni, dove si giocheranno le partite della convenzione e della riorganizzazione delle cure primarie e, con esse, le prospettive della pharmaceutical care e della farmacia dei servizi, le uniche che possano garantire un orizzonte professionale ed economico di respiro per le farmacie di comunità. A questo sta già lavorando, e da domani lavorerà con ancora maggiore lena, il coordinamento interregionale che abbiamo voluto costituire, all'interno del quale verrà ovviamente anche avviata una riflessione sul futuro sindacale della farmacia".

 

fonte:federfarma

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