Test farmaci, i bambini vengono ignorati. Denuncia dei pediatri

Redazione DottNet | 15/04/2014 17:43

Uomo, di mezza età e generalmente sano, fatta eccezione per la patologia per cui il farmaco o il dispositivo medico viene testato. Il profilo del partecipante agli studi clinici è quasi sempre lo stesso, ed esclude le figure considerate più deboli dalle donne agli anziani, ma anche i bambini. Se il fenomeno è noto per le medicine, ha scoperto uno studio della Harvard Medical School pubblicato dalla rivista Pediatrics, vale anche per i dispositivi medici.



I ricercatori hanno analizzato 25 diversi dispositivi già approvati per l'uso pediatrico appartenenti alla cosiddetta 'classe di rischio 3', che comprende dagli stent alle valvole artificiali per il cuore ai test per l'Hiv, e ne hanno esaminato i test clinici. In 11 casi i 'device' non erano stati testati in pazienti sotto i 21 anni, mentre solo per quattro la sperimentazione era stata effettuata per pazienti sotto i 18 anni. Negli altri casi o non c'è stata sperimentazione o si è avuta una approvazione 'condizionata' a futuri test sui bimbi ancora non terminati. A differenza degli adulti, sottolinea l'articolo, i bambini continuano a crescere dopo gli interventi, e quindi dispositivi impiantabili devono dimostrare di essere sicuri nel tempo. ''I bambini non sono semplicemente 'piccoli adulti' - scrivono gli autori - e un dispositivo considerato sicuro ed efficace negli adulti potrebbe avere profili diversi in una popolazione pediatrica''. La situazione non migliora, spiegano anche gli esperti italiani, se dai dispositivi medici si passa ai farmaci. Secondo le cifre della Società Italiana di Pediatria durante l'ultimo congresso infatti solo il 40% delle medicine usate nei bimbi ha avuto un test pediatrico, mentre il resto è usato 'off label', variando il dosaggio. Lo stesso discorso vale per le donne, poco rappresentate nonostante arrivino ad avere anche il doppio degli effetti avversi, secondo quella che il direttore dell'Aifa Luca Pani ha definito recentemente una 'cecità di genere'. A chiedere più test per gli anziani ci ha pensato invece fra gli altri un rapporto dell'Oms, che ha evidenziato come proprio i farmaci per le malattie più tipiche dopo una certa età, dal diabete a quelle cardiovascolari, non siano stati testati su soggetti anziani anche per capire il dosaggio corretto. ''Per la prima volta i paesi europei hanno piu' persone sopra i 65 anni che sotto i 15 - sottolinea il documento - e anche nel resto del mondo la tendenza e' la stessa. I ricercatori nel campo farmaceutico modifichino i loro sforzi per far fronte a questo fenomeno''.
 

fonte: sip

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