Redditometro, partite 20mila lettere. Professionisti nel mirino

Redazione DottNet | 15/04/2014 18:34

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La roulette del redditometro è partita. Sono in fase di consegna le prime 20mila lettere destinate ai contribuenti: all'interno ci sarà una comunicazione nella quale verrà chiesto ai destinatari di giustificare la propria posizione. Nel mirino professionisti, con in prima fila medici e avvocati, ma anche i lavoratori dipendenti non saranno esclusi dall'indagine.

 

L'obbiettivo è chiaro: incrociando il tenore di vita con la capacità reddituale, i contribuenti (siano essi lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi o pensionati) che manifesteranno scostamenti molto elevati, dovranno giustificare la propria posizione di fronte agli uomini del fisco. Se le tesi difensive non saranno accolte scatteranno degli accertamenti più approfonditi che potrebbero trasformarsi in un contenzioso tributario. 

 

Come comportarsi: Chi dovesse ricevere una delle 20.000 lettere che l'Agenzia delle entrate sta inviando in questi giorni sulla base sui redditi del 2009 avrà ampie possibilità di dimostrare di essere in regola, se l'Agenzia ha sbagliato a fare i conti. Insieme alla lettera, infatti, arriva anche un allegato , una sorta di lista della spesa con le voci che hanno fatto scattare la verifica, con la possibilità  di indicare, riga per riga, l'origine dei soldi che non risultano tra  i redditi sottoposti a tassazione e che hanno consentito, invece, di effettuare le spese.



Quando scatta l'accertamento: La verifica da parte dell'agenzia delle entrate scatta in tutti i casi in cui si registra, anche per un solo anno, uno scostamento del 20% tra i redditi dichiarati le spese effettuate. Ma, dicono all'Agenzia "le lettere di avvio dei controlli da nuovo redditometro riguarderanno " solo casi in cui la differenza tra reddito dichiarato e speso sia eclatante e solo spese effettivamente sostenute, in linea con le indicazione del garante della privacy".  Per poter effettuare i controlli si deve trattare di spese certe, quindi di beni che risultano intestati al contribuente come, ad esempio, immobili,  auto, barche e  relative spese di manutenzione, come quelle effettuate per  ristrutturazione o il risparmio energetico, alle quali si può risalire dalla fatture intestate, ma anche di spese per investimenti. Può trattarsi ovviamente anche di più beni, o più voci di spesa, che sommati fanno superare la soglia, e per i quali il Fisco chiede di dar conto delle somme utilizzate dal momento che queste non risultano compatibili con  i redditi dichiarati. L'incrocio dei dati avviene  a livello di anagrafe tributaria, per quel che riguarda i beni intestati,  e in riferimento a quella che è la famiglia del contribuente, ossia  contribuente, coniuge ed eventuali familiari a carico. Si terrà conto, peraltro, anche degli altri soggetti che fanno parte della famiglia anagrafica del  contribuente, e che, perciò, potrebbero aver contribuito con redditi propri alle spese ora contestate.



I dati da comunicare: Una delle particolarità del nuovo sistema di accertamento è comunque quello di dare ampio spazio al contraddittorio con i contribuenti, vale a dire alla possibilità di presentare tutte le pezze d'appoggio e/o fornire tutti i chiarimenti. Uno dei primi, come detto, può essere relativo ad eventuali altri familiari che contribuiscono alle spese, ad esempio figli che lavorano e che  hanno direttamente contribuito alle spese per ristrutturazione che, altrimenti, risulterebbero esorbitanti.  Per le singole  voci contestate, invece  può essere utilizzato il prospetto allegato alla lettera. Le prime due colonne, infatti,  contengono le spese certe, presenti in Anagrafe tributaria e le spese basate su dati certi (possesso di abitazione, mezzo di trasporto, ecc.). La terza è  a disposizione per integrare o modificare gli importi  rilevati, indicando anche i saldi iniziali e finali dei  conti correnti bancari e postali nonché dei conti titoli, relativi all'anno 2009, utilizzando per questo i relativi estratti conto.



I redditi esenti per legge - In questo ambito si può far presente di aver avuto altri redditi finanziari non dichiarati in quanto esenti per legge. Si può trattare, ad esempio, di somme liquide o di titoli  ereditati per testamento, di vincite alle lotterie, di incasso di  altri titoli a scadenza. Insomma di tutte entrate per le quali è possibile dimostrare la provenienza con le relative pezze d'appoggio.



Il contraddittorio in ufficio -  Una volta ricevuta la lettera, sarà necessario recarsi all'incontro con i funzionari, sulla base dell'invito" contenuto nella lettera stessa.  E' comunque possibile spostare l'appuntamento in base alle proprie esigenze. All'incontro si svolgerà il  contraddittorio che riguarderà le spese certe e contestate, e la disponibilità dei beni accertati e per i quali l'Amministrazione possiede le informazioni sulle caratteristiche tecniche per la quantificazione delle spese di mantenimento, le spese per investimenti sostenute nell'anno. Se vengono forniti chiarimenti esaustivi su "spese certe", "spese per elementi certi", investimenti e quota di risparmio dell'anno, l'attività di controllo basata sulla ricostruzione sintetica del reddito si esaurisce nella prima fase del contraddittorio, quindi  si chiude automaticamente l'attività di controllo.



In caso di rifiuto -  Se invece non si va al colloqui oppure non si forniscono tutti i chiarimenti richiesti, l'Agenzia approfondisce i controlli, ad esempio tramite indagini finanziarie, come espressamente indicato nella lettera. Esaurita questa fase l'Agenzia  procede convocando nuovamente il contribuente al confronto. Nell'invito andranno indicati il maggior reddito accertabile, le maggiori imposte e le relative motivazioni, e formulata la proposta di adesione con le somme da versare. Chi  decide di pagare immediatamente ha diritto alla riduzione delle sanzioni.

fonte: ansa, repubblica, interna