Gli italiani stanno meglio, ma spendono in farmaci. Addio medici

Redazione DottNet | 16/04/2014 18:42

farmaci sanità-pubblica

Migliora la salute degli italiani, ma al contempo diminuiscono i servizi soprattutto al Sud. E' il paradosso che emerge dall'XI Rapporto Osservasalute 2013 - Stato di salute e qualità dell'assistenza nelle Regioni italiane, presentato oggi al Policlinico universitario 'Agostino Gemelli'.


Italiani sempre più longevi ed in buona salute, con gli over-100 il cui numero è raddoppiato negli ultimi 10 anni, raggiungendo quota 13.500, ed una netta diminuzione della mortalità per tumori e malattie cardiovascolari. E' un'Italia che 'sta bene' quella descritta dal Rapporto Osservasalute 2013, ma non scevra di paradossi: se da un lato migliora infatti la salute dei cittadini, dall'altro peggiorano i servizi e l'assistenza a causa dei tagli alla Sanità, mentre la spesa a carico delle famiglie, soprattutto per i farmaci, è raddoppiata in un decennio. Se, dunque, è aumentata l'aspettativa di vita (pari a 79,4 anni per gli uomini e 84,5 anni per le donne), di contro il Paese è 'ringiovanito' solo grazie alla presenza dei cittadini immigrati tra i quali maggiore è la quota dei giovani. Inoltre, se si muore meno per tumori, si muore di più per disturbi psichici e malattie nervose. Dal Rapporto arriva però una sonora bocciatura degli stili di vita: gli italiani sono sempre più grassi, aumenta la percentuale di obesi e il fenomeno non risparmia bambini e ragazzi. E' infatti in sovrappeso il 44,2% degli uomini rispetto al 27,6% delle donne, ed è obeso l'11,3% degli uomini e il 9,5% delle donne. Sono troppi pure i bambini e gli adolescenti "taglia extra large", soprattutto maschi: i dati (media 2011-2012) mostrano che i bambini e gli adolescenti in eccesso di peso sono una quota considerevole pari al 26,9% (ovvero più di un giovane su 4 dai 6 ai 17 anni). Restano pochi gli sportivi, con meno di uno su quattro che pratica uno sport in modo costante. A ciò si aggiunge il fatto che si continua a consumare poca frutta e verdura. In positivo, invece, si nota un trend in diminuzione dei consumatori di alcolici e dei fumatori. Altri dati positivi: si arresta l'aumento del consumo di antidepressivi e si registra una flessione nel tasso di suicidi, mentre sono ancora tanti, e in leggero aumento, i "viaggi della speranza'' per curarsi, soprattutto da Sud a Nord.



A fronte di tale 'istantanea' sulla salute del Paese, gli esperti lanciano un allarme per il futuro del Sistema sanitario nazionale (Ssn): la Spending review ''rischia di far saltare il Ssn, mentre la spesa sostenuta da ciascun cittadino per l'acquisto di farmaci è più che raddoppiata in meno di dieci anni, passando da 11,3 euro del 2003 a 23,7 euro nel 2012'', afferma Walter Ricciardi, direttore dell'Osservatorio nazionale sulla Salute nelle regioni italiane e coordinatore del Rapporto, avvertendo come "la riduzione della spesa pubblica per contenere il debito e rispettare i vincoli di bilancio concordati con l'Europa mette a rischio l'intero sistema di welfare italiano''.
 

Ma c'è anche un'altra 'bomba' che, avverte Ricciardi, sta per 'deflagrare': preso, l'Italia potrebbe non avere più medici italiani. In soli 4 anni, dal 2009 al 2013, afferma l'esperto, ''sono oltre 5mila i nostri camici bianchi 'emigrati' all'estero per usufruire di migliori opportunità e condizioni lavorative, e nel prossimo futuro il rischio concreto è che si possa determinare un fenomeno di emigrazione di massa dei medici, con gravi conseguenza per il sistema di assistenza''. La ragione è evidente: ''Sono circa 8mila - rileva Ricciardi - i giovani che si laureano in Medicina ogni anno, a fronte di soli 3mila contratti di specializzazione disponibili. Ciò vuol dire che ci sono circa 5mila neo-medici l'anno che non sanno cosa sarà del loro futuro, ma altri Paesi sono già pronti ad accoglierli con contratti allettanti''. 

La spesa sostenuta da ciascun cittadino per l'acquisto di farmaci è più che raddoppiata in meno di dieci anni, passando da 11,3 euro del 2003 a 23,7 euro nel 2012': e' quanto afferma Walter Ricciardi, direttore dell'Osservatorio nazionale sulla Salute nelle regioni italiane, nell'ambito della presentazione del Rapporto Osservasalute 2013. "La riduzione della spesa pubblica per contenere il debito e rispettare i vincoli di bilancio concordati con l'Europa - spiega Ricciardi - mettono a rischio l'intero sistema di welfare italiano''. Gli indicatori economici testimoniano infatti, spiega l'esperto, che siamo entrati in un periodo di reale contrazione delle risorse impegnate dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN): la spesa, già dal 2010, ha iniziato a diminuire (da 100,3 mld del 2009 a 100,1 mld di euro del 2010), delineando un trend che si è andato rafforzando nel 2012. A questo dato fa riscontro la diminuzione della spesa per la remunerazione del personale sanitario, scesa nel 2011 a 36,149 mld, con un decremento dell'1,4% rispetto al 2010. Inoltre, ''la dotazione di personale nelle strutture pubbliche dal 2010 sta subendo evidenti contrazioni, come testimonia il tasso di turnover sceso oltre il 78%''.

fonte: ansa