Neo eletti, il programma per la farmacia del futuro

Redazione DottNet | 16/04/2014 14:09

In comune hanno poco, a parte l’età – sono entrambi del ’66 – e la qualifica di esordienti nel consiglio di presidenza di Federfarma. Riccardo Froli, titolare rurale, neopresidente di Federfarma Pisa, e Manlio Grandino, titolare urbano, da due mandati presidente di Federfarma Sassari, sono le “new entry” che scaturiscono dal voto di lunedì in assemblea nazionale, i “traghettatori” della generazione dei quarantenni nel governo del sindacato.

 E per entrambi, la prima promessa è quella di assicurare al consiglio e alla terza presidenza Racca un contributo fatto soprattutto di esperienza maturata nelle rispettive regioni. «Sono dell’idea che sia necessario rimettere al centro la professione del farmacista» osserva per esempio Froli «ma per questo serve anche l’aiuto delle Regioni, che devono assicurare un contesto normativo stabile e favorevole. Non si può dare l’integrativa alle farmacie e poi allargarla a parafarmacie e sanitarie; oppure allargare alle coop la distribuzione convenzionata degli alimenti per celiaci. O ancora, tollerare che le Asl adottino orientamenti diversi una dall’altra sulle autoanalisi in farmacia».
Anche per Grandino il binomio da coltivare mette assieme professionalità e servizi: «Nella mia Regione» ricorda «abbiamo fatto accordi pionieristici sulla distribuzione degli ausili per incontinenti o sulla dpc. Condivido quindi il pensiero della presidente Racca quando dice che il nostro obiettivo dev’essere quello di integrare la farmacia nelle cure primarie». Una meta da raggiungere innanzitutto con la nuova Convenzione: «I nuovi servizi hanno bisogno di una istituzionalizzazione che può giungere solo dal rinnovo del contratto» è il parere di Grandino «quattro governi in tre anni sono la misura degli impedimenti oggettivi con cui il sindacato si è dovuto confrontare, oggi sembrano esserci le condizioni per sperare in un rinnovo in tempi accettabili».
In ogni caso, per entrambi è importante che dalla nuova Convenzione arrivi quell’impianto remunerativo capace finalmente di assicurare la retribuzione dei servizi erogati dalle farmacie: «La nuova remunerazione» ricorda Grandino «dovrà valorizzare l’atto professionale del farmacista». «Servirà anche a togliere ogni alibi alle Regioni sulla distribuzione diretta» aggiunge Riccardo Froli «perché qui in Toscana facciamo fatica a capire dov’è che si risparmia».

fonte: federfarma

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