Regioni, stop ai risarcimenti per danni da trasfusione

Redazione DottNet | 17/04/2014 15:05

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Le Regioni e le Province Autonome minacciano di interrompere il pagamento degli indennizzi per i danni da trasfusione e da vaccini a partire dall'1 luglio 2014 e ad adire le vie legali per ottenere la restituzione delle somme anticipate per il pagamento degli indennizzi, se entro maggio non verrà convocata una riunione straordinaria della Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano su questo argomento, alla quale siano presenti tutti i ministri competenti in materia.

Nell'ambito della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome, queste chiedono "che vengano definite e accertate le competenze dello Stato, siano garantiti a favore delle Regioni e Province Autonome il rimborso di tutti gli oneri sostenuti per gli anni 2012 e 2013, e venga ripristinato il finanziamento per gli anni successivi". E' quanto si legge in un ordine del giorno approvato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e già presentato al Governo. "La situazione che si è venuta a creare a fronte del mancato finanziamento degli oneri per il pagamento degli indennizzi previsti dalla legge 210/1992 - scrivono nel documento i governatori - è estremamente grave per diversi ordini di motivi, in quanto oltre a comportare disparità di trattamento tra cittadini portatori dei medesimi diritti, costituisce un onere finanziario che le Regioni e le Province Autonome non sono in grado di sopportare". Infatti, in assenza del finanziamento statale, le Regioni e le Province autonome hanno continuato, dal 2012 ad oggi, ad erogare il pagamento degli indennizzi alle persone interessate, maturando un credito crescente nei confronti dello Stato che ammonta a oltre 325 milioni di euro complessivi per gli anni 2012 e 2013. Inoltre, per garantire il pagamento degli arretrati dovuti a titolo di rivalutazione dell'Indennità integrativa speciale, il fabbisogno finanziario stimato dalle Regioni ammonta a oltre 200 milioni di euro e, in seguito ad una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, si dovrà garantire il pagamento di questi oneri entro il 3 giugno. "Finora - concludono i presidenti delle Regioni e delle Province autonome - tutte le iniziative intraprese in materia dalle Regioni e dalle Province Autonome non sono state accolte dal Governo e ormai non è più procrastinabile questa situazione di totale latitanza di relazioni e di rapporti di leale collaborazione istituzionale che consentano di affrontare e risolvere il problema".

fonte: ansa