Al via il primo corso per coordinatori di Aggregazioni territoriali

Medicina Generale | Redazione DottNet | 17/04/2014 15:16

Aft, ovvero Aggregazione Funzionale Territoriale. E’ la nuova formula di organizzazione in team del lavoro dei medici di medicina generale, che vede collaborare medici di famiglia e medici della continuità assistenziale (ex guardia medica), per garantire ai cittadini un’assistenza continua. In Toscana le Aft sono 115, ciascuna con un suo coordinatore. E dalla Toscana, che funge da apripista, parte il primo corso per i coordinatori delle Aft, una formula che verrà replicata in tutte le regioni

 

E nei giorni scorsi si e’ tenuto a Firenze, nella sede del Formas a Villa La Quiete (la struttura della Regione che si occupa di formazione in sanita’), il primo modulo del corso di formazione per coordinatori di Aft della Toscana. I lavori della giornata, alla quale hanno partecipato i coordinatori di tutte le 115 Aft in cui e’ suddivisa la medicina generale della Toscana, sono stati aperti dall’assessore al diritto alla salute e dal direttore generale dell’assessorato Valtere Giovannini, a testimoniare il profondo interesse della Regione per queste nuove figure di “governance” territoriale. Il corso di formazione si articolera’ in due sessioni plenarie e otto moduli formativi monotematici nell’arco del 2014. Nel corso del primo incontro sono stati delineati i vari aspetti dell’organizzazione delle Aft e del ruolo dei coordinatori, che poi verranno approfonditi nei moduli monotematici. Era necessario fornire ai coordinatori di Aft gli strumenti per affrontare il loro delicato ruolo, e questo compito strategico e’ stato affidato al neocostituito “Centro di formazione e ricerca in medicina generale”, organismo regionale paritetico tra Regione e Medicina generale. Le Aft hanno come scopo quello di garantire, ai cittadini che hanno scelto i medici di famiglia che le compongono, la presa in carico dei loro problemi, la continuita’ della assistenza e l’erogazione di percorsi di cura integrati, specie per le patologie croniche, in un’ottica di medicina di iniziativa, cioe’ invitando attivamente il paziente ad eseguire i necessari esami e controlli.

E’ in atto infatti una profonda riorganizzazione del sistema sanitario nazionale e regionale, che interessa prevalentemente il territorio, l’area delle Cure Primarie ed inevitabilmente i medici di famiglia, per i quali le nuove sfide sono rappresentate dalla necessita’ di passare da un lavoro individuale ad un lavoro di squadra e di affiancare alla tradizionale medicina di attesa la medicina di iniziativa, per la presa in carico e la gestione della cronicita’, complessita’ e fragilita’, passando anche da una modalita’ di erogazione dell’assistenza per prestazioni ad una modalita’ per processi assistenziali. La Toscana, come sempre antesignana in Italia, ha gia’ reso operative le Aft, anticipando anche e di fatto il nuovo Accordo Collettivo Nazionale per la Medicina Generale di cui si e’ da poco aperta la contrattazione nazionale. Ogni Aft – ricorda la Regione in una nota – e’ coordinata da uno dei medici della Aft stessa eletto dai colleghi.

Il coordinatore svolge un ruolo delicato di raccordo tra la Asl ed i medici della Aft ed ha il compito di garantire l’organizzazione del lavoro dei colleghi e la progettazione, realizzazione e controllo dei percorsi di cura, per riuscire a cogliere gli importanti obiettivi di garanzia di salute dei cittadini che il Ssr affida alle Aft. Quello del coordinatore di Aft e’ un vero e proprio nuovo profilo professionale, che richiede non solo conoscenze, ma specifiche competenze e capacita’ da acquisire, relativamente ad aspetti relazionali, aspetti manageriali, aspetti tecnico organizzativi e di valutazione e programmazione delle attivita’.

fonte: adn

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