Fimmg, campagna d'informazione sul cambiamento delle cure primarie

Medicina Generale | Redazione DottNet | 22/04/2014 14:59

Ci tieni a conservare il diritto di scegliere il tuo medico di famiglia? E’ il titolo del manifesto che da’ il via alla campagna di informazione di Fimmg rivolta ai cittadini e che campeggerà negli studi dei dottori di medicina generale, per coinvolgere gli assistiti nel processo di cambiamento delle cure primarie in vista.

 

I camici bianchi puntano a informare gli italiani forti dei due milioni di pazienti che ogni giorno frequentano gli ambulatori di medicina generale. Sul poster si spiega, infatti: “Sono cominciate le trattative per cambiare l’organizzazione della medicina generale per i prossimi 20 anni”. E continua. “Ci tieni a conservare il diritto di scegliere il tuo medico di famiglia? Allora informati su quanto accadrà in questi mesi. La Conferenza delle Regioni vuole limitarlo, potresti avere una sorpresa”. Nel manifesto seguono poi le proposte: “Noi vogliamo per te: mantenere il rapporto di fiducia e insieme agli altri colleghi garantirti realmente un’assistenza continua”. E ancora: “meno burocrazia e più tempo per i tuoi bisogni” e infine “specialisti, attrezzature e personale non medico nel nostro studio per offrire prestazioni per le quali ora devi aspettare mesi”. Il manifesto, spiega Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg all’Adnkronos Salute, “è un allarme per allertare i cittadini su un pericolo che intravediamo a partire da alcuni dati concreti: dal documento della Sisac, ente delegato dalla parte pubblica alla trattativa per il rinnovo delle Convenzioni, dall’Atto d’indirizzo e dalle affermazioni di alcuni rappresentanti regionali. Elementi che esprimono intenzioni mai smentite”. Il problema è il ‘disegno’ di un”assistenza di base in cui il paziente, viene “fatto passare in una sorte di catena di montaggio sanitario, in cui ogni professionista ha un compito preciso stabilito dalla Asl”. Un modello, nato “sul sacrosanto obiettivo della presa in carico dei malati cronici. Ma la cronicità non è l’unico problema da affrontare e il danno ai cittadini sarebbe enorme se si cancellasse il rapporto di fiducia con il medico di famiglia, trasformandoci in pseudodipendenti che possono fare solo ciò che l’azienda sanitaria comanda”, conclude.

fonte: fimmg

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