Si rifiuta di assistere malata di sla: medico denunciato dai Nas

Redazione DottNet | 22/04/2014 22:41

Si sarebbe rifiutata di andare a casa di una paziente di Locorotondo (Bari) affetta da Sla per cambiare la cannula tracheostomica, adducendo il fatto che il collega di riferimento era in ferie e invitando a richiamare il martedì successivo: per questa ragione un medico della Asl di Bari sarà denunciato dai carabinieri del Nas intervenuti dopo che la vicenda è stata segnalata a Repubblica.it dai familiari della donna che è costretta a letto e rischiava di morire se non fosse stato fatto subito l'intervento.

 Il Nas ha reso noto di aver riferito del risultato delle indagini alla Direzione generale della Asl e all'Ordine dei medici e di aver informato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Quest'ultima ha definito l'episodio "vergognoso", una vicenda - ha detto - "che non deve ripetersi mai più". "Chi si è macchiato della responsabilità di questo episodio vergognoso - ha aggiunto il ministro - dovrà risponderne adesso alla Procura della Repubblica, alla direzione della Asl e all'ordine dei medici". "In Italia - ha continuato Lorenzin - non può accadere, non deve accadere che alla richiesta di un pronto intervento da parte di una struttura sanitaria venga risposto che l'intervento venga eseguito dopo le festività". Una vera e propria "baraonda" senza un perché, invece, per il direttore generale della Asl di Bari, Domenico Colasanto, il quale, interpellato dai giornalisti, ha smentito il fatto che l'anestesista chiamato dai familiari della paziente affetta da Sla si sia rifiutato di fare visita a domicilio. Sono stati i parenti della donna - ha spiegato Colasanto - che, quando hanno saputo che il medico referente era in ferie, hanno deciso di scegliere un'altra soluzione. La Asl di Bari ha istituito una unità operativa Assistenza pazienti fragili che ha in carico 240 pazienti (erano 111 un anno fa). Il dirigente dell'unità, Raffele Gargano, ha un telefono aziendale aperto 24 ore su 24. Era in ferie venerdì pomeriggio e ha dato il cellulare a chi lo sostituiva, la dottoressa Caterina Pesce. "Dalla versione in mio possesso la dottoressa, di assoluto valore cristallino, - ha raccontato Colasanto - ha riferito che il dottor Gargano era fuori e lei lo sostituiva. All'insistenza dei familiari della paziente ha riferito che Gargano sarebbe rientrato martedì. Alla richiesta della sostituzione della cannula, ha risposto che si sarebbero organizzati". Sarebbero stati poi i familiari della donna a decidere di organizzarsi diversamente. "Non credo che non abbiano voluto assisterci. - ha detto il figlio 43enne della donna malata di Sla - Vorrei fosse chiaro che non c'è stata mai data alcuna disponibilità del medico che ha risposto al telefono a venire a casa nostra per cambiare la cannula per la respirazione a mia madre. Noi non abbiamo declinato il suo invito, non ne avevamo motivo. E' stato il medico a non proporci alcuna soluzione. Quindi abbiamo segnalato sul blog quello che è successo". Il figlio della donna ha quindi ricostruito quello che è avvenuto il 18 aprile scorso, attorno all'ora di pranzo: "ho chiamato sul cellulare di servizio, operativo 24 ore al giorno, il medico di riferimento, il dott. Gargano. Al telefono ha risposto una dottoressa che ha detto che il suo collega era in ferie ma non ci ha proposto alcuna soluzione, non abbiamo neppure capito che era una rianimatrice, lo abbiamo capito leggendo oggi la dichiarazione del direttore generale". "Quindi - ha proseguito - abbiamo contattato il medico di famiglia che ha chiamato un collega che, a titolo personale, si è prestato a cambiare la cannula". "Ho anche il timore - ha concluso - di tutto quello che è accaduto: noi ogni giorno abbiamo bisogno di un certo tipo di assistenza. Domani andrò alla Asl per ritirare cibo e medicine per mia madre e non so che accoglienza avrò".

fonte: ansa, nas

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