La farmacia dei servizi al fianco della pubblica amministrazione

Redazione DottNet | 23/04/2014 15:10

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La farmacia dei servizi non solo potrà essere più vicina al paziente, ma potrà essere un valido supporto all'amministrazione pubblica nell'erogazione di ricette, analisi e visite. Noie burocratiche che potrebbero essere azzerate con l'introduzione della nuova farmacia come da tempo auspicato.

L'incombenza più noiosa è la prenotazione di visite ed esami; quindi, nell’ordine, la prescrizione di farmaci per patologie croniche o invalidanti, il pagamento delle prestazioni, la consegna dei referti medici e infine la scelta del medico di famiglia. Le cinque “seccature” burocratiche più citate dagli italiani quando hanno a che fare con il Ssn potrebbero essere azzerate con la farmacia dei servizi come si legge nel secondo il Rapporto pubblicato dal ministero per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione. Realizzato in collaborazione con la Conferenza delle Regioni, l’Anci e l’Upi, la ricerca scatta una fotografia delle richieste che arrivano dai cittadini in tema di semplificazioni burocratiche. E offre un “assist” fecondo per la farmacia dei servizi secondo il nuovo modello teorizzato da Federfarma, che proprio nell’erogazione di servizi amministrativi di base (dal Cup al ritiro referti passando per la scelta del medico) poggia una delle sue tre gambe.
Visto da questa angolazione, la ricerca del Ministero apre spazi allettanti alla farmacia che vuole farsi terminale “intelligente” della Sanità pubblica: la parola più ricorrente nelle segnalazioni raccolte dal Rapporto è «fila»: agli sportelli dell’Asl, nell’ambulatorio del medico, in ospedale. E quando a lamentarsi è un anziano o un paziente cronico, il tema diventa la ricetta ripetibile o il piano terapeutico da rinnovare: «Se prendo da anni lo stesso farmaco per l’ipertensione» è la domanda di un cittadino raccolta dal Rapporto «perché ogni mese devo andare a ritirare la prescrizione dal medico di base? Basterebbe una ricetta valida per un anno, da esibire in farmacia per ritirare il medicinale». «Dopo un semplice esame» recita un’altra testimonianza «è necessario tornare in ospedale per ritirare il referto, con lunghe attese agli sportelli».
Le cifre del Rapporto dicono che non si tratta di lamentele isolate: per quasi un intervistato su tre (il campione era costituito da duemila individui in rappresentanza di cittadini e imprese) il fastidio burocratico più ricorrente in Sanità è la prenotazione di un esame; per quasi uno su sei la prescrizione di un farmaco, per il 12% il pagamento del ticket sulle prestazioni, per il 10,8% il ritiro dei referti. La misura dei bisogni che la farmacia dei servizi può coprire sta in queste cifre, ma per riuscirci c’è un avversario da battere. Lo svelano le stesse segnalazioni degli intervistati, perché per tutti la soluzione “sburocratizzante” è Internet: i ticket si potrebbero pagare on line, i referti si scaricherebbero dal computer, le visite e gli esami si prenoterebbero da casa. Per la farmacia la sfida è dunque ricordare all’opinione pubblica che la rete dei presidi dà un servizio migliore della rete digitale.

fonte: ministero innovazione, federfarma