Testa (Snami): la legge Balduzzi segnerà la fine dell'Ssn

Sindacato | Redazione DottNet | 24/04/2014 13:24

"I Pronto Soccorso intasati sono l'epilogo naturale di chi non sa gestire il problema". Angelo Testa, segretario dello Snami è andato giù pesante durante l'incontro avuto col ministro Lorenzin e col premier Renzi in occasione degli Stati generali della Salute.

 

Testa attacca il sistema sanitario attuale puntando, tra l'altro, sui pronto soccorso e sulla necessità di alleggerire il carico di lavoro che tuttavia non deve pesare sui medici di famiglia.

 

Dott. Testa perché la comunicazione del sindacato che presiede usa spesso toni estremi e tragici quando si parla di novità nel prossimo futuro dell'assistenza sanitaria territoriale?

 

La smentisco. I toni che noi utilizziamo e le parole che usiamo per cercare di spiegare cosa sta per succedere e quali sono le nostre proposte di soluzione, non sono né tragici né altresì estremi. Sono semplici, lineari e chiari. E' tragico quello che potrebbe succedere e la nostra descrizione è solamente realistica nel descrivere fedelmente gli accadimenti. La smentisco anche sulla novità del prossimo futuro dell'assistenza sanitaria territoriale se per novità Lei intende i miglioramenti così come vorrebbe farci credere la parte pubblica. Siccome siamo sicuri esattamente del contrario, i nostri toni estremi sono rivolti al peggioramento che si paventa: la fine dell'assistenza universalistica delle cure.

 

Perché tanto scetticismo?

 

Ripeto, realismo. Ma lei o qualsiasi persona di buon senso inizierebbe a demolire casa propria per ristrutturarla “nascondendo a se stesso”, schizofrenia pura, che non ha neanche un soldo per la manodopera, per il materiale e per gli impianti? L'auspicio è quello di avere un barlume di lucidità e riposare la prima tegola appena tolta. Se invece non le succede oppure viene “folgorato ” a metà demolizione è probabile che dovrà vivere in una casa semi diroccata.

 

Ma verranno reinvestiti nel territorio i risparmi ottenuti dagli ospedali.

 

Lei crederebbe realisticamente, con tutto il rispetto per le due città, che il Catania e il Cagliari l'anno prossimo potrebbero essere la Juventus e la Roma di quest'anno e che il Catania vincerà lo scudetto forse arrivando a 100 punti? Per essere seri e tornare all'argomento nella bozza Sisac è scritto chiaramente come scolpito nella pietra: ad invarianza di risorse economiche per la parte pubblica.

 

Cioè?

 

Non ci sono soldi e ce ne saranno sempre meno. Vogliono “ospedalizzare” il territorio creando nuovi centri di spesa che saranno le Case della salute, Aft e Uccp. Viceversa come Snami pensiamo che la continuità delle cure si debba porre in essere favorendo la deospedalizzazione, portando del personale nel territorio, rafforzando le residenze assistenziali per anziani e migliorando le forme di assistenza domiciliare integrata come l'adi, la cui attivazione oggi vede ben 48 ore di latenza! Alla faccia della continuità delle cure!

 

C'è un'aspettativa da parte dei cittadini di una sanità migliore, di meno attesa nelle liste di prenotazioni delle visite e pronto soccorso meno intasati. Dove le vostre responsabilità?

 

Le aspettative dei pazienti per un servizio sanitario pubblico più efficiente sono le nostre e altrettanto le loro istanze sono le nostre nelle contrapposizioni quotidiane contro le ottusità di certa dirigenza asl. Cioè di quella parte pubblica che a tutti i livelli, dalla periferia all'ex ministro Balduzzi, fautore di una legge che sarà il “battesimo” alla demolizione di una sanità che funziona. Non abbiamo responsabilità se i pronto soccorso sono intasati e scoppiano nei periodi di epidemia influenzale. Sono sottodimensionati e soprattutto hanno alcuni percorsi che sono decisamente fuori tema”. Ci potranno essere mille filtri nel territorio e mille case della salute ma saranno sempre più intasati. Se lei prenota un elettrocardiogramma ed una visita cardiologica e ha l'appuntamento dopo sei mesi sarà tentato oppure no, se ha solo un lieve malessere, di recarsi subito ad un pronto soccorso? Fare sì la fila ma “ne vale la pena” se poi si esce non pagando niente o solo un ticket avendo fatto in giornata non solo l'elettrocardiogramma e la visita cardiologica, ma sicuramente una batteria di esami ematochimici, una radiografia del torace e magari una tac cerebrale.

 

La soluzione ?

 

Sarebbe facile rispondere: la competenza. Non certo degli operatori, che danno il massimo in disponibilità e professionalità, ma di chi governa a tutti i livelli il sistema e non siamo certamente né noi medici del territorio né tantomeno i colleghi ospedalieri. Parlo di molti direttori generali, oggi nominati dalla politica, e della loro corte spesso di incapaci, che vorrebbero gestire processi che il più delle volte ignorano. Occorre quindi da subito rivoluzionare i percorsi dei pronto soccorso rispetto agli attuali.


 

Si spieghi meglio.

 

Estrapolare i movimenti di tutti i pazienti che si recano volontariamente al pronto soccorso e stabilirne le motivazioni. Rinviare al medico di medicina generale il paziente che ha necessità di accertamenti procrastinabili e non urgenti e far pagare la somma dei vari ticket degli accertamenti eventualmente effettuati. Sarebbe incentivante per dover prima passare da un Medico, consapevoli che è finita l'era del paghi uno e prendi dieci.”

 

Quanti sono i “poco malati” rispetto alle urgenze vere da pronto soccorso?

 

La stra-maggioranza secondo i Medici dello Snami che sono “al fronte” tutti i giorni nel territorio e possono monitorare il fenomeno anche nei minimi particolari.

 

Lo Snami del prossimo futuro?

 

Non demordiamo nelle nostre lotte sindacali perché anche chi tra noi è incompetente di calcio crede poco alla storia del Catania che sarà la prossima Juventus e affatto alla nuova e migliore sanità che millantano!

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