Ordini dei medici e Aaroi contro l'Enpam: subito le riforme

Previdenza | Redazione DottNet | 25/04/2014 09:36

Riforma strutturale del Cda e limiti di spesa anche per Enpam, Ente Nazionale Previdenza e Assistenza dei Medici e degli Odontoiatri proposta da 10 Ordini provinciali.



In questo senso il Presidente dell'Ordine della Provincia di Milano, Roberto Carlo Rossi, ha inviato al Presidente dell' Enpam, Alberto Olivetti, una proposta di emendamenti alla bozza di riforma dello statuto dell'Ente ''resasi necessaria - riferisce una nota - soprattutto dopo i gravi danni determinati dagli investimenti in derivati ad alto rischio''. Proposta che è stata messa a punto assieme agli esponenti degli Ordini di Ascoli Piceno, Bologna, Ferrara, Latina, Piacenza, Potenza, Salerno, Trapani e Verona. Secondo la nota, oltre alla revisione dei meccanismi elettorali con l'introduzione della preferenza unica, si chiede ''una 'sensibile' diminuzione dei componenti del Consiglio Nazionale della Fondazione Enpam'', dai 17 individuati dalla bozza in discussione a 7, cui andrebbe ''un gettone di presenza di 300 euro contro i 1100 attuali''. In particolare, il Cda dovrebbe essere composto ''da tre esperti in investimenti finanziari, immobiliari e attuariali, a cui affidare la responsabilità della gestione dei fondi pensionistici e assistenziali versati dagli associati, e da quattro medici, tra cui verrebbe scelto il Presidente''. ''Gli investimenti in derivati tossici - afferma Roberto Carlo Rossi - secondo i Pubblici Ministeri romani, nel 2008, hanno procurato all'Enpam un danno di 250 milioni di euro. Sarà compito della Magistratura valutare le eventuali responsabilità penali, ma è fuori di dubbio che il problema fosse a monte, ovvero nella governance che affidava decisioni su rilevanti scelte di investimento a persone che si sono rivelate quantomeno poco competenti. La bozza di riforma dell' Enpam prosegue in quell' errore ed espone il nostro futuro previdenziale a ulteriori, gravi rischi''.

 

Non piacciono all’Aaroi-Emac diversi aspetti della bozza di riforma dello Statuto Enpam presentata dai vertici della Fondazione. Per questo l’associazione degli anestesisti rianimatori ha elaborato una propria proposta di emendamenti alla bozza. In particolare, nella nota di accompagnamento del documento, a firma del presidente Aaroi-Emac Alessandro Vergallo, si afferma di non rilevare, per la categoria medica e odontoiatrica, alcun vantaggio derivante dall’allargamento della base contribuente a nuove figure professionali. “Tale allargamento costituirebbe, al contrario, un pericolo proprio per la rappresentatività dei medici e degli odontoiatri, sia numerica, che, soprattutto, contributiva, disconoscendone le loro peculiarità” e “la motivazione rappresentata da un eventuale futuro obbligo normativo in tal senso appare, infine, non solo prematura, e al momento ingiustificata, ma potrebbe addirittura esserne un prologo attuativo”. Per l’Aaroi-Emac è inoltre “pletorico l’attuale numero dei Consiglieri nazionali dell’Ente” e alla proposta  i limitarne il numero a 51 si aggiunge quella di “garantire una più democratica rappresentanza degli iscritti ai rispettivi fondi, conseguente ad un’elezione diretta, nella misura pari al 49% del numero totale di Consiglieri”.

 

Sempre nell’ambito dei costi di gestione legati ai compiti di Istituto, l’Aaroi-Emac chiede “l’abrogazione del gettone di presenza fatto naturalmente salvo il rimborso delle spese sostenute per l’espletamento del mandato, nonché il costo della stipula di eventuale copertura assicurativa, ove necessaria”. Inoltre, si ritiene “assolutamente opportuna”, nell’espressione di voto per l’elezione dei Consiglieri nazionali e dei Consiglieri di Amministrazione, la preferenza unica.
L’Aaroi-Emac chiede poi che “per evidenti ragioni di congruità, anche rispetto alla numerosità della componente femminile degli iscritti, che la garanzia di candidatura di genere (per entrambi i generi femminile o maschile) vada aumentata in misura non inferiore al 20% (al posto del 10% previsto nella bozza), ma che, per altrettanto evidenti ragioni di opportunità, tale garanzia non possa essere imposta come obbligo all’elezione”. Nel documento si sottolinea poi la “necessità che gli iscritti contribuenti alla sola quota A del Fondo di previdenza generale abbiano la possibilità di essere eventualmente rappresentati, in base ad un principio democratico elettivo, anche in una delle due vice presidenze. Inoltre, si ritiene più democratico che il Vice Presidente avente riportato più voti sia Vice Presidente vicario rispetto alla nomina autocratica del Vice Presidente vicario a cura esclusiva del Presidente”.

 

Infine, l’Aaroi-Emac ritiene “del tutto inappropriato, infine, quanto previsto dall’art. 2 delle “Norme transitorie e finali”, in quanto invalida di fatto quanto disposto dai richiamati articoli, i quali pongono un limite all’elezione consecutiva per più di due volte ai mandati rispettivamente previsti per Componenti del Consiglio di Amministrazione, Presidente, Vice Presidenti, Componenti del Comitato Consultivo. Per non aggiungere altro, giova e basta sottolineare che tale limitazione è già prevista nello Statuto vigente, e che in tal modo viene fatta appositamente slittare”.
 

fonte: Omceo MIlano, aaroi, QS

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