Il nuovo farmaco contro l'epatite C fa volare i ricavi di Gilead

Redazione DottNet | 25/04/2014 18:55

Grazie al nuovo farmaco Sovaldi contro l'epatite C volano bilanci e fatturato di Gilead che ha fatto registrare una crescita delle vendite con oltre 2 miliardi di ricavi negli Usa. Lorenzin annuncia che lo introdurrà nell'Ssn.

 

"Da qui ai prossimi due anni sul nostro mercato nazionale ci saranno farmaci innovativi. Uno di questi salva dall'epatite C: fai un trattamento e guarisci. Non si muore più di epatite C" annuncia il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin "È un farmaco molto costoso. In alcune nazioni del nord Europa - ha aggiunto - hanno deciso di darlo solo alle persone giovani, sopra una certa età non lo danno. Io non voglio questo per l'Italia, non esiste. Non giochiamo con la vita delle persone. Voglio fare risparmi per non far scegliere un giorno di salvare una vita o un'altra. Questa - ha concluso - è una scelta che non ci possiamo permettere come paese".  

Intanto Sovaldi (sofosbuvir), il super-farmaco contro l'epatite C brevettato da Gilead Sciences al suo debutto negli Usa ha fatto registrare un boom di vendite nei primi tre mesi del 2014 con 2,27 miliardi di dollari di ricavi. Secondo gli esperti di 'MedicalMarketingMedia', si tratta del medicinale che ha venduto di più e più velocemente dal momento in cui è stato lanciato, già raddoppiando gli ottimi risultati ottenuti dall'anticolesterolo Lipitor, che fece incassare a Pfizer nel primo anno di vendite 856 milioni di dollari nel 1997 (pari a 1,2 miliardi di dollari considerando l'inflazione). Sovaldi però non è solo nei record di vendite: un altro 'concorrente' della nuovissima terapia contro l'Hcv è stato Incivek (telaprevir) di Vertex, un antivirale lanciato nel 2011, che fece registrare vendite per 1,56 miliardi di dollari nel primo anno sul mercato. Gilead, grazie a Sovaldi, incassa nel primo trimestre 2014 5 miliardi di dollari dai 2,53 mld dello stesso periodo del 2013 con un utile netto su base Gaap che va a quota 2,23 miliardi di dollari (1,33 dollari per azione) rispetto ai 722,2 milioni (0,43 dollari per azione) registrati nel primo trimestre dello scorso anno.

 

Come abbiamo già scritto su Dottnet la cura mensile costa circa 60mila euro, una cifra altissima che per il momento possono spendere solo i più benestanti. Tuttavia l'azienda da un lato assicura di lavorare per ridurre il prezzo, anche attraverso ricerche di farmaco-economia; dall'altro, però, le dichiarazioni dei vertici sembrano quasi 'giustificare' il costo: "Il valore di questa cura - afferma il presidente e chief operating officer di Gilead, John Milligan - è oggi sottostimato in termini di vantaggi a lungo termine per il sistema sanitario. L'Hcv costa molti soldi. Questa è una discussione difficile, ma importante da fare per i medici, i soggetti pagatori e le autorità di sanità pubblica". Gli fa eco Norbert Bischofberger, vicepresidente esecutivo Gilead per la R&S, secondo il quale la terapia va considerata "al di là del solo virus Hcv. E' riconosciuto ormai che l'epatite C è una malattia infiammatoria cronica che porta a un aumento del rischio di diabete, malattie del cuore e del sistema nervoso. Si può ragionevolmente sostenere che curare l'infezione da epatite C ha benefici che vanno oltre il fegato". Sovaldi, tra l'altro, potrebbe non aver ancora espresso tutto il suo potenziale commerciale: secondo l'azienda, infatti, solo la metà dei medici "visitati dai nostri informatori ha prescritto il super-farmaco anti-Hcv fino a oggi". E le stime parlando di 1,7 milioni di nuove diagnosi di epatite C ogni anno negli Stati Uniti e circa 400.000 pazienti attualmente in cura.

 

Fonte: gilead

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