Boom di richieste per la fecondazione eterologa

Redazione DottNet | 30/04/2014 18:01

fecondazione ginecologia

Circa 3.400 in soli 22 giorni. Sono le richieste di interventi di fecondazione eterologa giunte ai centri per la procreazione assistita, dal nord al sud dell'Italia, dallo scorso 9 aprile quando la Consulta ha dichiarato incostituzionale il divieto di eterologa previsto dalla legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita

Un vero e proprio 'boom' di contatti la presidente dell'associazione Cecos Italia, che riunisce i centri di studio e conservazione ovociti e sperma umani, privati e convenzionati, Elisabetta Coccia. I numeri, afferma l'esperta, ''sono significativi: i nostri centri hanno registrato infatti una media di 153 contatti al giorno da parte di coppie che chiedevano come fare per accedere all'eterologa, per un totale, precisamente, di 3.366 richieste in 22 giorni, dal nord al sud, e nell'80% dei casi le coppie richiedono l'ovodonazione, ovvero la donazione di ovuli femminili''. Ridotta invece, al momento, è la richiesta di donazione di seme maschile. Centralini 'bollenti', dunque, nei centri di fecondazione italiani che, dinanzi ai quesiti posti dalle coppie, si trovano, afferma Coccia, in una situazione di estrema difficoltà: ''E' necessario che il ministero della Salute dia delle indicazioni chiare attraverso delle linee guida; ad oggi, però - sottolinea l'esperta - non abbiamo avuto alcuna risposta rispetto alla richiesta avanzata di istituire un tavolo tecnico di confronto''. Il punto è che, anche se i Centri sarebbero ''tecnicamente'' pronti ad effettuare questo tipo di interventi, chiarisce la presidente di Cecos Italia, ''non potremo partire se il ministero non darà indicazioni per chiarire il quadro di riferimento''. In attesa che vengano pubblicate le motivazioni della sentenza della Consulta, si è insomma creata una situazione di 'stallo': ''Come società scientifiche - precisa Coccia - ci confronteremo per produrre un documento di indicazioni operative, ma vanno affrontate anche altre questioni; Occorre cioè normare l'aspetto relativo al reclutamento dei donatori, insieme ad esempio alla possibilita' di utilizzare per l'eterologa i gameti abbandonati dalle coppie nelle banche dei centri. Ma per fare cio' non c'e' bisogno di un intervento parlamentare, che allungherebbe i tempi''. Un dato interessante, rileva, è che ''l'incremento è soprattutto della richiesta di ovodonazione e non solo limitatamente all'età di accesso all'eterologa. Sono molte infatti le donne la cui fertilità è stata purtroppo compromessa a cause di neoplasie o menopausa precoce o interventi chirurgici o casi in cui la donna è fertile ma è portatrice di una malattia genetica''. Le coppie chiedono, inoltre, se ci sono liste di attesa, notizie sui costi, le procedure tecniche, le garanzie del centro. Sono coppie ''consapevoli che vogliono risposte certe e rimangono sorprese del fatto che ad oggi - sottolinea l'esperta - non siano state emanate linee guida dal ministero''. La priorità è dunque quella di dare indicazioni chiare, a fronte di una situazione di estrema incertezza sul territorio: ''La Toscana ad esempio - spiega la specialista - ha attivato un tavolo di confronto e la Conferenza Stato-Regioni ha contattato la Società italiana di ginecologia per avviare chiarimenti. Ma in mancanza di un quadro di riferimento nazionale - conclude - i centri sono praticamente bloccati''.

 

fonte: ansa