Aifa, dietro il furto di farmaci c'è la criminalità organizzata

Redazione DottNet | 02/05/2014 15:25

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Ci sarebbe la criminalità organizzata, Camorra e non solo, dietro un traffico di farmaci anticancro rubati e poi contraffatti, tali da esser resi inefficaci o, persino, dannosi. A rivelarlo è il dirigente dell'Ufficio anticontraffazione dell'Agenzia del Farmaco italiana, Domenico Di Giorgio, che al Wall Street Journal ha dichiarato: "C'entra sicuramente il crimine organizzato".

 Del rischio contraffazione, come riportato dall'ANSA, aveva già messo in guardia, pochi giorni fa, il direttore dell'AIFA, agenzia del Farmaco Italiana, Luca Pani. La rete organizzata avrebbe sparso i tentacoli in tutta Europa, si occuperebbe di rubare farmaci antitumorali "negli ospedali o dai camion utilizzati per la distribuzione", intervenendo sui principi attivi, ad esempio diluendoli o sostituendoli con altre sostanze più economiche, quindi rimettendoli in commercio. Si spiegherebbero così i frequenti furti di farmaci avvenuti in Italia e in Europa, avvenuti negli ultimi tempi: non casi 'isolati', ha dichiarato Domenico Di Giorgio al Wall Street Journal, ma episodi che rientrerebbero, secondo Di Giorgio, "nell'opera di reti altamente organizzate". La regia dell'operazione criminale sarebbe italiana ma, oltre alla camorra sarebbero anche altri clan dell'Europa orientale. Sul business redditizio, che sta mettendo in apprensione per le possibili conseguenze dei falsi farmaci somministrati ai pazienti, indagano i Nuclei Antisofisticazione (Nas) dei Carabinieri. Il traffico riguarderebbe, come annunciato a metà aprile dall'Ema (L'agenzia del farmaco europea), farmaci come l'Herceptin della Roche, l'Alimta (Eli Lilly) e il Remicade (Johnson & Johnson e Merck).

 

fonte: wsj