Bayer punta sui farmaci da banco Merck. Pfizer alza il tiro su Astra

Redazione DottNet | 03/05/2014 18:12

aziende-farmaceutiche economia farmaci

La casa farmaceutica tedesca Bayer ha avviato trattative in esclusiva per l'acquisto della divisione farmaci di largo consumo della Merck. L'offerta, secondo quanto riferito da fonti vicine al negoziato tra le società, ammonterebbe a circa 14 miliardi di dollari, da pagare in parte in contanti e in parte con uno scambio di asset farmaceutici, con la formazione probabilmente di una joint venture comune. Bayer è rimasta l'unica in lizza dopo la rinuncia della britannica Reckitt Benckiser.

 

 L'annuncio ufficiale dell'operazione potrebbe arrivare nei prossimi giorni, probabilmente la settimana prossima, secondo quanto riferito dalle fonti. Lo scambio di asset offerto da Bayer insieme ai contanti riguarderebbe, secondo alcune indiscrezioni apparse sulla stampa nei giorni scorsi, la produzione di farmaci per animali. Al contempo la casa tedesca potrebbe assicurarsi i prodotti da banco di Merck (che vanno dalla storica linea di creme solari Coppertone al diffuso antistaminico Claritin), rafforzando ulteriormente il suo posizionamento nel segmento dove già produce e vende l'aspirina. A mostrare interesse per gli asset della compagnia americana erano state anche Reckitt Benckiser, Procter & Gamble e Sanofi che potrebbero tornare all'attacco se l'operazione con Bayer non andasse a buon fine. Big Pharma è scossa in quest'ultimo periodo da una nuova febbre da fusioni e acquisizioni. Oltre all'offerta miliardaria di Pfizer per AstraZeneca, sono da poco andate a buon fine le acquisizioni a incrocio tra il big svizzero Novartis e la britannica GlaxoSmithKline e l'alleanza tra la canadese Valeant Pharmaceutical e Bill Ackman per un'offerta da 45,6 miliardi di dollari sul produttore di Botox, la californiana Allergan.

 

Come accennato continuano le trattative tra Pfizer e Astra (clicca qui per leggere il commento di Salvatore Ruggiero sull'operazione in corso). Venerdì scorso Pfizer ha aumentato la posta nell'offerta lanciata su AstraZeneca con un prezzo che sale ora a 50 sterline ad azione per un totale di 63,1 miliardi (106,5 miliardi dollari), un passo che mira ad "avviare le discussioni su una possibile fusione dei due gruppi".  L'offerta attuale è superiore di circa il 7% rispetto a quella precedente, fatta in gennaio, e aumenta la componente in contanti dal 30% al 32%. In base ai nuovi termini, gli azionisti di AstraZeneca otterrebbero ora 1,845 azioni della nuova società e 15,98 in contanti per ogni titolo detenuto. Tuttavia il rilancio di Pfizer su Astrazeneca non passa l'esame del board del gruppo britannico che ha respinto l'offerta di Pfizer, rialzata a 50 sterline per azione per un totale di 63,1 miliardi di sterline, giudicandola "inadeguata". Astra giustifica il suo no al matrimonio con il gruppo americano in quanto "il prezzo e gli altri termini contenuti nella proposta sono inadeguati, sottovalutano molto AstraZeneca e non sono una base su cui impegnarsi con Pfizer". Nella nota il presidente della azienda farmaceutica britannica, Leif Johansson, rimarcando che AstraZeneca sta vivendo una fase di "forte crescita come società indipendente", ha affermato che la proposta di Pfizer "diluirebbe drasticamente" i benefici per gli azionisti di AstraZeneca legati ai suoi prodotti farmaceutici e creerebbe "rischi di esecuzione". "Per questa ragione - ha concluso - il board non ha avuto alcune esitazione nel respingere la proposta"

 

 

fonte: ansa, www.salvatoreruggiero.com