L'effetto del vaccino antinfluenzale va considerato insieme alle ricadute

Medicina Generale | Redazione DottNet | 25/11/2008 17:08

Vaccinare contro l'influenza i bambini per proteggere anche i 'nonni'. E' questa la direzione in cui si deve muovere una efficace promozione dell'uso dei vaccini che guardi alla protezione non più del singolo ma della collettività.

 E' uno degli spunti emersi dalla tavola rotonda 'Vaccinazione, un valore per la salute e la sostenibilità del Ssn promossa dal Gruppo Vaccini di Farmindustria cui hanno partecipato specialisti, economisti e industriali. L'effetto del vaccino, infatti, va considerato insieme alle sue ''ricadute'', spiega Carlo Signorelli, ordinario di Igiene all'Università di Parma: ''Vaccinando i bambini in modo massiccio, si riduce la circolazione del virus influenzale, riducendo allo stesso tempo il rischio per gli anziani di ammalarsi''. In questo modo si favorisce la ''solidarietà inter-generazionale e si potrebbe arrivare ad evitare fino a 10-13 mila morti l'anno fra gli anziani'', secondo una stima elaborata adattando i dati della situazione americana. Mentre sul fronte della ricerca si registrano continui progressi, in Italia però la gestione delle politiche vaccinali presenta non poche 'difficoltà, a partire dal ''federalismo vaccinale'', fino al ritardo nell'introduzione di nuovi vaccini. ''Le differenze imbarazzanti nelle politiche vaccinali regione per regione - aggiunge Signorelli - non hanno alcuna spiegazione scientifica''. La comunità scientifica chiede insomma che venga aggiornato al più presto il calendario vaccinale, che se applicato 'esteso', comprendendo anche pneumococco e meningococco, oltre all'anti-Papillomavirus per le adolescenti e al vaccino anti-influenza, avrebbe un costo complessivo di 700 euro circa a paziente. Per migliorare l'impatto delle campagne di immunizzazione, però, servono anche adeguate campagne di informazione. Molto spesso, infatti, è la scarsa conoscenza che porta a 'diffidare' dei vaccini, come dimostrano i dati di una recente ricerca della Simg (Società italiana di Medicina generale) illustrati da Carla Collicelli, vice direttore del Censis, secondo i quali il 27% degli over 65 che non hanno fatto il vaccino antinfluenzale hanno lamentato scarsa informazione dal proprio medico e il 17% non sa nemmeno di averne diritto.

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