Eradicare l'epatite C senza mandare in bancarotta l'Ssn: ecco come

Redazione DottNet | 10/05/2014 19:12

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L'eradicazione dell'epatite C, che sarà l'obiettivo di un piano annunciato dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, è possibile senza mandare in bancarotta il Sistema Sanitario Nazionale. Lo afferma Francesco Saverio Mennini, che dirige il Ceis dell'università di Tor Vergata che ha elaborato il modello a cui si ispira il ministro.

A determinare la possibilità, spiega Mennini, sono i nuovi farmaci in arrivo che eliminano totalmente il virus dai pazienti, che hanno però prezzi molto alti. ''Secondo il nostro modello - afferma l'esperto, che ha pubblicato il modello su Health Policy Model - che prevede di dare i nuovi farmaci solo al 50% dei pazienti, già dal 2017 si riduce di molto la prevalenza della malattia. Nel 2030 ci sarebbero 70-80mila casi in meno, con una riduzione del 15% della mortalità, del 18% dei tumori del fegato, del 15% dei trapianti e del 44% dei costi legati all'epatite, che ora sono di 1,2 miliardi l'anno. Se da un lato riduciamo la prevalenza con i farmaci ed evitiamo nuovi casi con la prevenzione l'eradicazione diventa possibile''. Il trattamento con il primo dei nuovi farmaci, l'unico già approvato, costa oltre 60mila euro, ed è stato contrattato a circa 50mila in Gran Bretagna e Germania, mentre da noi è ancora oggetto di trattativa. ''Sono prezzi impraticabili per noi, che abbiamo circa metà dei casi di tutta Europa - spiega Mennini - ma prima di fasciarci la testa dobbiamo fare delle considerazioni. Innanzitutto ci saranno nei prossimi anni 3 o 4 trattamenti, che si faranno concorrenza sul prezzo. Inoltre tra 10 anni arriveranno gli equivalenti. Ma soprattutto non si può ragionare soltanto sul prezzo, che non è equivalente al costo. Noi abbiamo dimostrato che la spesa dovuta alla malattia si abbatte, e di questo il decisore deve tenere conto''.

 

fonte: ansa