Napolitano, presto la legge sul testamento biologico

Redazione DottNet | 25/11/2008 19:45

Il presidente del Movimento per la vita Carlo Casini scrive al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano perchè ''salvi la vita'' di Eluana Englaro, la donna in stato vegetativo da 17 anni cui il padre chiede sia sospesa l'alimentazione-idratazione artificiale.

E il capo dello Stato risponde, affermando senza mezzi termini che sui temi della vita ''è necessario il massimo sforzo di convergenza, in Parlamento'' per un intervento legislativo ''ormai indispensabile e non più procrastinabile''. Ma Napolitano scrive anche che, intanto, l'intervento dei giudici sul caso è del tutto legittimo. Il 9 luglio 2007 la Corte d'Appello di Milano ha consentito il distacco del sondino di Eluana, e il 13 novembre la Cassazione ha respinto il ricorso della Procura contro la decisione. Nella lettera a Casini, Napolitano precisa di non avere, rispetto al caso di Eluana, ''poteri di intervento sui provvedimenti che sono espressione della funzione giurisdizionale'': ''Il suo esercizio - afferma - è riservato in via esclusiva alla magistratura e, come ha rilevato la Corte Costituzionale nella ordinanza recentemente emessa in relazione alla triste vicenda umana di Eluana, i giudici non hanno utilizzato i loro provvedimenti 'come meri schermi formali per esercitare, invece, funzioni di produzione normativa o per menomare l'esercizio del potere legislativo da parte del Parlamento' ''. I giudici, dunque, sono intervenuti legittimamente. Parole che riaccendono il dibattito, all'indomani della presa di posizione del settimanale Famiglia Cristiana secondo cui il centrodestra ''non vorrebbe fare una legge sul testamento biologico, lavandosi le mani quando sono in gioco temi etici''. L'invito di Napolitano a legiferare sul tema in tempi contenuti ha riscosso un'approvazione pressochè unanime, anche se l'opposizione ribadisce la necessità di un dibattito parlamentare. E sul caso di Eluana si è espresso anche il ministro del Welfare Maurizio Sacconi: ''Credo - ha detto - che non potremmo assistere passivamente al venir meno dei diritti fondamentali della persona come quello all'idratazione e all'alimentazione. La posizione di questa maggioranza politica a favore della vita è molto chiara''.
NAPOLITANO, INTERVENTO LEGISLATIVO E' INDISPENSABILE - Sui temi della vita, ha affermato il presidente della Repubblica, ''è necessario il massimo sforzo di convergenza, in Parlamento, tra i diversi modi di vedere'' per un intervento legislativo ''ormai indispensabile e non più procrastinabile''. Napolitano parla quindi della formazione di ''ampio consenso sulla necessità di adottare una specifica normativa sulla materia che, come ha auspicato anche la Corte Costituzionale, sia 'fondata su adeguati punti di equilibrio tra i fondamentali beni costituzionali coinvolti'''. Napolitano ribadisce pertanto l'auspicio per ''un confronto reale, perchè il solo atteggiamento ingiustificabile sarebbe il silenzio, la sospensione o l'elusione di ogni responsabile chiarimento''.
POLITICA PLAUDE - Condivide ''in pieno'' le considerazioni del Capo dello Stato, il presidente del Senato Renato Schifani: ''La Commissione Sanità - ha affermato - ha già iniziato i propri lavori e dopo la sessione di bilancio avvierà subito la discussione generale''. Condivisione è espressa anche dagli esponenti Pdl Grabriella Carlucci e Maurizio Lupi, e dall' esponente Radicale Silvio Viale. Luca Volontè (Udc) ribadisce la necessità che il governo adotti ''urgentemente e per decreto l'ipotesi Capotosti per evitare la condanna a morte di Eluana''. L'auspicio di un ''dibattito parlamentare di alto profilo etico, giuridico e scientifico'' arriva da Paola Binetti e Marco Malgaro (Pd), mentre Ignazio Marino, capogruppo Pd in Commissione sanità, sottolinea che ''una legge va approvata in tempi rapidi, ma questo non significa che si debba abdicare al dibattito parlamentare''. Una precisazione giunge dal segretario della DcA-PdL Gianfranco Rotondi: ''Per noi - annuncia - sarà difficile collaborare'' alla stesura di una legge.
 

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