Allergan dice no a Valeant: a rischio gli azionisti

Redazione DottNet | 12/05/2014 15:33

aziende-farmaceutiche botox

Allergan, il produttore del Botox, respinge l'offerta da 46 miliardi di dollari di Valeant Pharmaceticals. Un'offerta che, secondo il consiglio di amministrazione di Allergan, sottovaluta in modo sostanziale la società. L'accordo - mette in evidenza il produttore del Botox - creerebbe inoltre incertezze e rischi per gli azionisti.

 

L'idea era nata nelle scorse settimane tra il re statunitense degli hedge fund William Ackman e la società canadese Valeant Pharmaceutical International, specializzata in acquisizioni di medicinali di nicchia. L'operazione, per il momento bloccata, è un chiaro esempio della direzione intrapresa dai principali attori di Big Pharma che, per conquistare nuove fette di mercato, ma soprattutto per ridurre i costi della ricerca e sviluppo, stanno mettendo in campo un'ondata di fusioni. La perdita di molti brevetti ha di fatto tagliato i guadagni su gran parte dei farmaci e prima che le nuove molecole diano reddito ci vorranno anni. L'unica strada resta, dunque, quella di acquisire aziende e creare accordi di collaborazione. E così Ackman e Valeant avevano lanciato un'offerta da 46 miliardi di dollari per conquistare la Allergan, creatrice del popolare trattamento anti-rughe Botox. Valeant, che ha nel portafoglio marchi Bausch & Lomb, aveva puntato su Allergan per limitare la spesa nella ricerca almeno del 5% delle sue entrate, e al tempo stesso di accaparrarsi innovazioni attraverso acquisizioni. Ma è sul piano dei risparmi che si avrebbe avuto il maggiore vantaggio: l'unione tra le due big avrebbe portato risparmi per oltre 2,7 miliardi di dollari oltre a dare vita ad nuovo gigante nei prodotti per la cura delle pelle e degli occhi. Basti pensare che la loro capitalizzazione di mercato supera, messi insieme, gli 80 miliardi di dollari e le entrate annuali - 6,3 miliardi per Allergan e 5,8 miliardi per Valeant - salirebbero oltre i 12 miliardi.

Valeant con questa mossa sarebbe diventata, nei prossimi tre anni, una delle cinque aziende farmaceutiche con la più alta capitalizzazione. Ma non sono stati pochi gli analisti che hanno storto il naso davanti alla palese dichiarazione di Valeant di voler ridurre le spese per la ricerca e lo sviluppo: ciò, porterebbe, dicono ai piani alti di Wall street, una perdita di “valutazione e prestigio” del Gruppo. Cosa che per il momento ha fatto bloccare le trattative.