Dalle farmacie 3,6 miliardi in valore aggiunto

Redazione DottNet | 13/05/2014 14:14

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Le farmacie restituiscono ogni anno all’economia nazionale 3,6 miliardi di euro in valore aggiunto, una somma enorme che torna nella disponibilità globale del sistema-paese e contribuiscono a farne girare il motore. LO si legge nella ricerca che il Centro studi Sintesi sta conducendo per Utifar con l’obiettivo di stilare il primo bilancio sociale della farmacia italiana.

Il documento – sempre più diffuso nel mondo delle imprese per quantificare il contributo indiretto che un’azienda assicura al benessere e alla ricchezza del paese – verrà presentato nella sua versione finale soltanto a ottobre, in occasione delle giornate veronesi di Pharmadays, ma sabato a Bologna l’Utifar ha già voluto offrire qualche anticipo al pubblico di Cosmofarma: «Il bilancio sociale è una pratica poco conosciuta nel nostro settore» ha detto il presidente dell’Unione tecnina, Eugenio Leopardi «ma serve a mettere in rilievo tutto il valore che assicura la rete delle farmacie italiane. Non per i cittadini, che già conoscono bene quanto fanno i farmacisti, ma per le istituzioni e la politica, perché colgano fino in fondo ciò che realmente rappresentano le farmacie».
Ed ecco, dunque, la stima sul valore aggiunto delle farmacie, ossia la ricchezza che con il proprio lavoro i presidi reimmettono nel sistema-paese: 3,6 miliardi di euro secondo gli esperti del Centro studi Sintesi (che hanno lavorato su dati della Sose, la Società per gli studi di settore). Di questi, quasi il 50% finisce in stipendi dei dipendenti (che si trasformano poi in spesa e consumi vari), il 17,4% in risorse della Pubblica amministrazione, il 6,8% in remunerazione del capitale a credito (interessi al sistema finanziario).
Tale contributo si fa ancora più rilevante se lo si commisura all’andamento complessivo dei fatturati delle farmacie: in cinque anni, dal 2008 al 2012, i presidi hanno patito un calo dei ricavi del 2,9%, cui è corrisposta una contrazione dei costi più contenuta (2,5%). Sommate al crollo dei margini operativi lordi (-14,4%), queste tendenze hanno ridotto di poco più del 20% il reddito d’impresa medio della farmacia. «Nonostante la crisi di questi anni» ha detto ancora Leopardi «le farmacie hanno continuato a investire, in particolare sul personale. E continuano anche a dare molto alla collettività, senza troppe preoccupazioni ai fatturati: oggi un cittadino su tre esce dalla farmacia con un consiglio gratuito».

 

fonte: utifar, federfarma