Federfarma: un position paper sulle sentenze della Corte di Giustizia

Farmacia | Redazione DottNet | 14/05/2014 14:21

Le sentenze della Corte di giustizia comunitaria che in questi ultimi anni si sono occupate di titolarità delle farmacie, Pianta organica e fascia C fugano il luogo comune di un’Europa più liberista dell’Italia e regalano un quadro di certezze alla nuova farmacia dei servizi. La riflessione è di Massimo Luciani e Gian Michele Roberti, docenti alla Sapienza di Roma (in diritto costituzionale il primo, diritto dell’Ue il secondo) e autori del “position paper” che Federfarma ha presentato alla stampa, ospiti il ministro della Salute Beatrice Lorenzin e il vicepresidente della Commissione Ue Antonio Tajani.

Realizzato per riassumere gli orientamenti della giurisprudenza europea e italiana in materia di servizio farmaceutico, il “position paper” si rivolge principalmente a politici e addetti ai lavori: «Tra pochi giorni ci sono le elezioni» ha ricordato in apertura la presidente di Federfarma, Annarosa Racca «era giusto spiegare che l’Ue è per la tutela della salute e per una farmacia al servizio della gente». Ma soprattutto, con le loro sentenze (quella di dicembre sulla fascia C in particolare), i giudici europei hanno dimostrato non solo di conoscere a fondo il sistema di regole che governa le farmacie italiane, ma di averne colto l’intima coerenza. «Per il nostro legislatore c’è l’assoluta necessità che i presidi coprano uniformemente l’intero territorio nazionale» ha spiegato Luciani «e le regole dirette a garantire loro una redditività minima e a escluderle dalla competizione commerciale sono strettamente funzionali a tale obiettivo». «Per i giudici europei» ha aggiunto Roberti «l’esclusiva alle farmacie sulla fascia C è coerente con la Pianta organica e la Pianta organica è coerente rispetto all’obiettivo di assicurare alla rete dei presidi la piena copertura. Sono considerazioni che si collocano nell’alveo già scavato dalla nostra Corte costituzionale e certamente ne rafforzeranno gli orientamenti».
Per il ministro Lorenzin, le riflessioni degli esperti sono la conferma della necessità di collocare la farmacia al centro del sistema delle cure primarie: «Quando sono stata in Europa e ho parlato della rete delle farmacie nel nostro Paese » ha detto  «ho ricevuto un grosso plauso e ho scoperto che tutti guardano con grande interesse al nostro modello. Perché grazie alle farmacie stiamo tenendo sotto controllo la spesa farmaceutica e calmieriamo i prezzi». Per questo, ha continuato il Ministro, il loro ruolo va potenziato: «Ho chiesto alle farmacie di partecipare all’assistenza sul territorio e a quella di anziani e cronici, perché c’è bisogno di una rete che dia risposte a tutti i bisogni. Ma non può essere solo quella delle Case della Salute: serve qualcos’altro e la farmacia ne deve fare parte. Da questo punto di vista, ho capito sul campo qual è l’importanza delle farmacie rurali». Le parole della Lorenzin hanno ricevuto l’apprezzamento del presidente del Sunifar, Alfredo Orlandi, che nel suo intervento ha però ricordato i problemi delle piccole farmacie: «Tutti elogiano le rurali» ha rammentato «ma poi le difficoltà rimangono, a cominciare da un’indennità di residenza che varia largamente da Regione a Regione e in molte è ferma ai 470 euro all’anno della legge del ‘68».
Contro la concorrenza trasformata in feticcio, infine, si è espresso Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Ue e commissario all’Industria: «Non nego l’effetto virtuoso della competizione» ha detto «ma da tempo sostengono che l’Europa debba cambiare orientamento e rinunciare alle spinte ultraliberiste. L’indirizzo deve diventare quello di un’economia sociale di mercato, che rispetti il libero mercato ma riconosca l’esigenza di regole in comparti come quello della tutela della salute».
Il position paper di Luciani e Roberti può essere scaricato dal sito Federfarma.

 

fonte: federfarma

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