Css, Avastin e Lucentis sono equivalenti

Redazione DottNet | 15/05/2014 18:17

Il Consiglio Superiore della Sanità ha consegnato un documento al ministro della Salute in cui si dichiara che i farmaci Avastin e Lucentis sono equivalenti nella terapia della degenerazione maculare. Lo si apprende da fonti interne al Consiglio, secondo cui il parere sarebbe stato inviato circa quindici giorni fa.

 Il parere era stato chiesto dal ministro all'indomani della multa decisa dall'Antitrust alle due case farmaceutiche, che secondo l'Autorità si sarebbero accordate per far utilizzare il Lucentis, più costoso. A quanto si apprende, secondo il documento i due farmaci non avrebbero differenze dal punto di vista della sicurezza, e gli esperti ne raccomandano l'uso per la degenerazione maculare pur con alcune precauzioni e monitorando attentamente gli eventuali effetti collaterali. Il Consiglio Superiore della Sanità è il principale organo di consulenza tecnico-scientifica del Ministero della salute, è formato da esperti del mondo scientifico e delle istituzioni, e i suoi pareri non sono vincolanti.

 

Il Css ha tuttavia specificato che “allo scopo di garantire la sterilità, il confezionamento in monodose (di Avastin, ndr.) dovrà avvenire da parte di farmacie ospedaliere in possesso dei requisiti necessari, che ne assicurino la distribuzione, in attesa dell’auspicabile registrazione del farmaco per l’indicazione in esame”. Una registrazione, tra l’altro, che appare non necessaria, come si è capito nel corso della conferenza stampa del ministro Beatrice Lorenzin, in quanto grazie al nuovo decreto off label, approvato ieri in via definitiva dal Senato, Avastin potrebbe presto tornare off label  grazie alle nuove norme che consentono l’uso di off label anche in presenza di specialità medicinali in commercio per la cura di quella determinata patologia (in questo caso Lucentis).
 
 

“Penso che entro un mese avremo Avastin off label – ha infatti detto Lorenzin – una volta pubblicata la legge di conversione del decreto in Gazzetta e una volta che l’Aifa prenderà in esame le domande per l’uso off label che ritengo non tarderanno ad arrivare dalle società scientifiche e dalle Regioni”. Ultima raccomandazione del Css, quella dell’avvio di un monitoraggio sull’uso del farmaco e il fatto che, in considerazione dell’evoluzione scientifica e assistenziale delle malucopatie, il suo utilizzo off label avvenga in centri di alta specializzazione.
 

 

fonte: ansa, qs

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