Videosorveglianza, no del garante ai monitor visibili

Redazione DottNet | 17/05/2014 15:14

Le immagini provenienti da un sistema di videosorveglianza installato in farmacia costituiscono un trattamento di dati personali e quindi la loro visione deve essere riservata soltanto al personale autorizzato. I monitor non possono essere collocati in una posizione esposta neanche quando l’obiettivo è quello di scoraggiare eventuali rapinatori, perché lo stesso scopo può essere raggiunto con l’affissione di cartelli che avvisano dell’esistenza di un impianto di sorveglianza.

E’ la risposta fornita dal Garante della privacy al quesito inviato a dicembre da Federfarma, dopo che nell’estate scorsa un titolare era stato sanzionato per aver collocato in piena vista il monitor del proprio impianto. Nella sua lettera, in sostanza, il Garante conferma l’irregolarità di tali installazioni: «Non può ritenersi conforme a legge una visione delle immagini “generalizzata”» spiega «che si estenda a chiunque sia presente nei locali dell’esercizio commerciale o della farmacia». Al contrario, le riprese delle videocamere di sorveglianza possono essere visionate soltanto da coloro «che, nominati previamente dal titolare del trattamento dei dati “incaricati”, abbiano il compito di controllare le stesse per evitare la consumazione di possibili illeciti». Se la collocazione dei monitor in un’area esposta mira a un effetto di deterrenza, conclude il Garante, «lo stesso obiettivo può essere raggiunto, in modo meno invasivo, anche attraverso la semplice apposizione dei cartelli contenenti l’informativa semplificata, che risultano pienamente idonei a informare chiunque si trovi nei locali della presenza di un impianto di videosorveglianza, eventualmente provvisto anche di un sistema di registrazione»

 

fonte: federfarma

 

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