Troppe guardie mediche: l'Azienda dovrà risarcire tre chirurghi

Redazione DottNet | 18/05/2014 11:39

Un'importante sentenza arriva dalla sezione lavoro della Corte d'Appello di Milano che ha condannato L'azienda ospedaliera di Lodi a risarcire tre chirurghi per eccesso di guardie mediche. Il giudizio segna un precedente rilevante, soprattutto alla luce di tanti casi analoghi che puntualmente si registrano in molti ospedali del Paese.

 

L’Azienda Ospedaliera di Lodi dovrà, dunque, risarcire tre chirurghi per un importo complessivo di circa 30 mila euro (i tre importi variano dai 10.900 ai 9.500 euro), più gli interessi maturati dal 2008 ad oggi “per i disagi creati nell’aver dovuto svolgere tre turni in più mensili nell’ambito del servizio di guardia medica per i notturni e i festivi”. La notizia arriva da Stefano Lazzarini del sindacato Confsal, come riporta Il Giorno: “Per il momento siamo soddisfatti di un giudizio espresso, a Milano, da 3 giudici; ora ci riserviamo di leggere le motivazioni. In base a quelle potranno fare medesimo ricorso anche gli altri medici nella stessa situazione, almeno una decina. Inoltre potremmo valutare un ricorso in Cassazione (lo stesso può fare l’Ao, ndr), per vederci riconosciuto un indennizzo anche più alto, e un ricorso alla Corte dei Conti per danno erariale, di cui sarebbero chiamati a rispondere i singoli dirigenti”. Il problema delle guardie mediche, come dicevamo, è ricorrente in molte strutture ospedaliere. Nel caso in questione tutto nasce nel 2008, quando nell’ambito di un tentativo di conciliazione presso la Direzione provinciale del Lavoro di Lodi, il 15 maggio 2009, il sindacato rese noto che i tre medici ricorrenti erano disposti a rinunciare alla richiesta di risarcimento danni a fronte di un impegno dell’Azienda ospedaliera di predisporre entro fine giugno un piano che prevedesse l’attuazione del servizio di guardia interdivisionale chirurgica con la partecipazione di tutto il personale medico, comprendendo quindi anche i medici di chirurgia specialistica; ma l’azienda si disse contraria. Dapprima la scelta dell’Ao venne suffragata dal Tribunale di Lodi, ora è stata ribaltata in Appello a Milano. “L’azienda aveva l’opportunità di fare un accordo a costo zero, applicando il contratto che esclude dai servizi di guardia solo i primari; invece diede il via ad un atteggiamento autocratico nei confronti della chirurgia di Lodi, non rinnovando il contratto ad uno dei chirurghi ricorrenti. Questa sentenza farà storia anche per altri ospedali» conclude Lazzarini.


 


Fonte: Il giorno

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