Bancomat negli studi: la situazione. Fimmg: i ministeri chiariscano

Redazione DottNet | 21/05/2014 08:22

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Il prossimo 30 giugno scatterà l'obbligo, per imprese e professionisti, di introdurre negli studi, in particolare quelli medici, il pos per il pagamento elettronico. Tuttavia i dubbi restano, soprattutto per quanto riguarda gli studi dei medici di famiglia e per la medicina di gruppo. tanto che la Fimmg ha inviato una richiesta ufficiale di chiarimenti ai Ministeri competenti, in merito alle numerose criticità del provvedimento. Il sindacato, facendo il punto della situazione, ha rilevato come la disposizione fa salvi gli obblighi antiriciclaggio che vietano il trasferimen

Ma vediamo qual è la situazione: la norma dispone che dal prossimo 30 giugno 2014 per importi superiori a 30 euro imprese e professionisti, a prescindere dal fatturato dichiarato nell’anno precedente, gli studi medici sono obbligati a garantire ai loro clienti la possibilità di effettuare pagamenti anche tramite POS. L'obbligo nasce dall'articolo 15 del Dl 179 del 18 ottobre 2012. La decorrenza, inizialmente fissata al 1° gennaio 2014, è stata poi differita al 30 giugno dello stesso anno dall'articolo 9, comma 15-bis del Dl 30 dicembre 2013, n. 150 (cd decreto Milleproroghe). La disposizione fa salvo, dicono alla Fimmg, quanto previsto dal D.lgs n. 231 del 2007, che reca una serie di obblighi e di adempimenti in funzione di antiriciclaggio e in particolare l'articolo 49, che prevede il divieto di trasferire denaro contante o titoli al portatore per somme maggiori o uguali a 1.000 euro. Questo il quadro normativo e regolamentare attualmente vigente, se non saranno adottati entro il termine del 30 giugno nuovi decreti interministeriali in sostituzione di quello del 24 gennaio 2014 a firma del Ministro dello Sviluppo economico di concerto con quello dell'Economia e finanze, pubblicato in Gazzetta ufficiale n. 21 del 27 gennaio 2014, con cui sono state definite le soglie quantitative e il perimetro soggettivo di applicazione. Soggetti obbligati sono tutti gli esercenti di attività economiche e cioè le imprese o i professionisti beneficiari di un pagamento da parte di consumatori o utenti da intendersi come i privati, persone fisiche, che acquistano beni e servizi al di fuori all'attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale eventualmente svolta. 

 

Secondo quest’ultimo decreto, fino al 30 giugno 2014, l'obbligo avrebbe riguardato soltanto i soggetti il cui fatturato dell'anno precedente fosse stato superiore a 200.000 euro, mentre a decorrere da tale data l’obbligo sarebbe stato esteso a tutti gli altri soggetti. È bene ribadire come nel decreto in oggetto non vi fosse traccia di forme di esclusione soggettiva, in quanto veniva fissato l’esonero soltanto per i pagmenti inferiori a 30 euro. Il Milleproroghe ha tuttavia fatto slittare, per tutti, l’obbligo Pos al 30 giugno 2014. È venuto così meno quell’iniziale periodo transitorio, nel quale era prevista un’applicazione limitata ai soggetti con un fatturato superiore a 200.000 euro. È stato tuttavia rilevato come detta soglia di fatturato, se da una parte garantiva un progressivo avvio dell'obbligo, dall'altro avrebbe potuto creare per il consumatore difficoltà nel rapportarsi, di volta in volta, con il fornitore di beni e servizi, non potendo conoscere il livello diì fatturato dell’impresa o del professionista a cui si stava rivolgendo.

 

Le proteste da parte delle principali categorie professionali non sono mancate.Tuttavia proprio nei giorni scorsi il Tar del Lazio, con ordinanza 01932/2014, ha rigettato l’istanza presentata dal Consiglio nazionale degli architetti con la quale si definivano le disposizioni contenute nel decreto del 24 gennaio 2014 insensatamente vessatorie e costose. Rimangono, ad oggi, numerosi dubbi sulle modalità di applicazione e, per quanto riguarda in particolare gli studi dei medici di medicina generale, la Federazione sta portando avanti una serie approfondimenti sulle numerose criticità che il provvedimento presenta e che saranno oggetto di una richiesta ufficiale di chiarimento ai ministeri interessati.

 

fonte: fimmg