Vale 50 miliardi l'anno il mercato dei farmaci contraffatti

Redazione DottNet | 20/05/2014 19:00

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Il mercato globale dei farmaci contraffatti vale 50 miliardi di euro all’anno e interessa ormai il 7% circa dei medicinali che circolano in tutto il mondo. Lo ha detto il comandante dei Nas, Cosimo Piccinno, nel suo intervento al convegno su contraffazione e appropriatezza farmaceutica organizzato ad Agrigento da Federfarma e Ordine provinciale dei farmacisti.

 Diviso in due giornate di lavori, sabato e domanica, l’evento ha ribadito una volta di più la centralità della farmacia nelle strategie che mirano contemporaneamente alla tutela della salute e all’uso appropriato delle risorse, che si tratti di contrasto alle falsificazioni o di servizi e aderenza alle terapie. «La rete della distribuzione farmaceutica italiana» ha detto sabato Simona Vicari, sottosegretario al ministero dello Sviluppo Economico «è considerata, nel panorama internazionale, tra le più sicure, sia per il sistema di tracciabilità del farmaco e dei bollini ottici “letti” ad ogni passaggio della catena distributiva, sia per la presenza capillare di farmacie e di punti vendita autorizzati sul territorio». La percentuale di farmaci contraffatti, ha ricordato ancora Piccinno, supera in Africa il 30% del totale, scende all’1% in Europa e allo 0,1% in Italia. «Nel nostro paese il fenomeno della contraffazione è sotto controllo» ha confermato il presidente della Fofi, Andrea Mandelli «ma è necessario non abbassare la guardia e l’informazione è lo strumento più importante per combattere il fenomeno».
Di appropriatezza e servizi in farmacia si è invece parlato domenica. «Grazie alla Legge 69/2009» ha rammentato Claudio Miceli, presidente di Federfarma Agrigento «la farmacia non si occupa più di dispensazione soltanto, ma eroga servizi per la presa in carico dell’assistito e il controllo dell’appropriatezza prescrittiva, in collaborazione con il medico curante». «Uno studio del Ceis-Tor Vergata» ha aggiunto Annarosa Racca, presidente nazionale di Federfarma, che ad Agrigento ha presentato il progetto del sindacato per un Portale web dei servizi «dimostra che se si riuscisse a incrementare il tasso di aderenza terapeutica degli ipertesi dal 41 al 70%, si risparmierebbero circa 100 milioni di euro in 10 anni. Un altro studio, stavolta americano, afferma che l’intervento del farmacista produce un risparmio di tremila dollari per ogni paziente cardiopatico». Fatti quattro conti, la consulenza del farmacista nella presa in carico e nell’aderenza alla terapia può far risparmiare al Ssn anche 227 euro a paziente. «Ogni giorno» ha ricordato infatti la presidente Racca «entrano nelle farmacie tre milioni di cittadini. La domanda di salute, in una popolazione che invecchia, si fa sempre più complessa, tanto che 7,5 milioni di persone assumono oltre 9 farmaci al giorno». E poi ci sono le inefficienze della Sanità pubblica: «Sulla Sicilia» ha ricordato Paolo Saccà, consulente dell’Agenas «pesa il retaggio di una spesa sovradimensionata, tanto che l’obiettivo della Regione per il triennio 2013-2015 è quello di risparmiare 140 milioni di euro». «Il futuro della professione» ha concluso Maurizio Pace, presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Agrigento e segretario nazionale della Fofi «è legato alla qualità del servizio che offre e al risparmio che assicura al Servizio sanitario nazionale».

 

fonte: federfarma