Cgil, dal codice etico nessuna novità. Gli ordini si rivolgono al Tar

Redazione DottNet | 26/05/2014 15:01

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Dopo 8 anni, ''il rinnovamento del Codice deontologico medico non sembra aver prodotto grandi novità per i medici e per i cittadini''. E' il giudizio di Massimo Cozza, segretario nazionale Fp-Cgil Medici. Il nuovo Codice deontologico, rileva Cozza in una nota, ''è pirandelliano''. Infatti, spiega il leader sindacale, ''il cittadino che si reca da un medico, secondo il nuovo codice deontologico presentato oggi, potrebbe essere una 'persona', una 'persona assistita' o 'un paziente', a seconda dell'articolo che lo menziona''. Il rinnovamento del Codice, conclude, ''non sembra aver prodotto grandi novità''.

 A pochi giorni dalla sua approvazione definitiva, è scontro sul nuovo Codice deontologico dei medici: le nuove regole non piacciono infatti ad alcuni presidenti di Ordini provinciali - come quelli di Bologna, Lucca, Massa Carrara - che annunciano l'intenzione di fare ricorso al Tar del Lazio, rilevando come il nuovo Codice investa anche ambiti non strettamente collegati alla deontologia.

 

 Un 'attacco' respinto però dal presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Amedeo Bianco, che assicura ''azioni di risposta'' affermando che ''le decisioni prese vanno rispettate''.  Il testo - che sostituisce il precedente Codice del 2006 - è stato approvato il 18 maggio a Torino dal Consiglio Nazionale della Fnomceo, formato da 106 presidenti degli Ordini Provinciali. Il Codice arriva dopo due anni di lavoro, alla fine di consultazioni ampie. Le novità riguardano ambiti prima inesplorati come, ad esempio, la medicina potenziativa, quella militare, la telemedicina e la moderna organizzazione sanitaria.

 

"Visto che non esiste l'obbligo di acquisire il nuovo codice, impugneremo la delibera nazionale e faremo ricorso al Tar del Lazio", ha annunciato il presidente dell'Ordine dei medici di Bologna, Giancarlo Pizza, sottolineando come non fosse ''mai accaduto che un nuovo codice non venisse votato all'unanimità, ma con 10 contrari e 2 astenuti''. Alla base della decisione dell'ordine bolognese il fatto che nel nuovo codice siano stati inseriti argomenti ritenuti estranei al perimetro della deontologia professionale. Tra questi, il rispetto delle modifiche organizzative decise dai Servizi sanitari regionali o dalle aziende, l'obbligo di avere una assicurazione professionale, la scomparsa della parola 'eutanasia' sostituita con 'pratiche per la buona morte' e le modifiche inserite per le figure dei medici miliari. Per questo, ha detto Pizza, ''fino alla decisione del Tar, noi applicheremo il vecchio nostro testo del 2006''. L'Ordine dei medici di Milano, invece, ha affermato il presidente Roberto Carlo Rossi, ''sta ancora valutando con i propri legali se e in che modo fare ricorso contro il nuovo codice. Ci sono almeno due punti che riteniamo irricevibili - ha spiegato -. Si tratta di quello sui doveri del medico e la sezione che introduce l'obbligo per i medici di assicurarsi''.



Dura la replica di Bianco: ''Metteremo in atto azioni di risposta a tutela del nuovo Codice, che 87 presidenti di Ordini, e non 'marziani', hanno democraticamente proposto, accettato e votato''. Alcuni tra i presidenti degli Ordini, ha sottolineato, ''stanno manipolando il senso di ciò che è scritto. Il nuovo Codice è un atto amministrativo della Federazione nazionale; c'è stato un confronto sulle nuove regole deontologiche, che sono però state stravolte nel loro significato dall'interpretazione data da alcuni''. Bianco ha inoltre rilevato come la ''fattispecie del ricorso al Tar sia alquanto curiosa'' e ''non so se ve ne siano i presupposti''. Ad ogni modo, ha concluso, ''c'è un filo di amarezza, perchè non mi pare che il dibattito portato avanti sul Codice in questi ultimi due anni possa ridursi ai ragionamenti fatti e alle considerazioni imbarazzanti che sono state avanzate''.

 

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fonte: ansa,