Diabete, nessuna prevenzione. Gli italiani non si sentono a rischio

Redazione DottNet | 28/05/2014 12:00

diabete diabetologia sanità-pubblica

Gli italiani pensano di conoscere il diabete, ma non sentendosi a rischio non fanno prevenzione. E' quanto emerge da un'indagine Gfk Eurisko, condotta per la Società Italiana di Diabetologia SID e presentata in occasione del XXV Congresso nazionale della Società, apertosi oggi a Roma.



Il 90% degli italiani giudica il diabete una malattia grave, non "guaribile" ma controllabile. In termini di gravità, gli intervistati la posizionano al quinto posto, dopo tumori, ictus, infarto e Alzheimer mentre, fra le patologie croniche, viene messa al secondo posto, dopo l'epatite. Eppure, quello che manca totalmente, si rileva nella ricerca, è la percezione del rischio diabete riferito a se stessi: oltre il 90% degli italiani non si considera infatti a rischio (mentre in realtà oltre un terzo lo è) e ben il 70% di chi è ad alto rischio non si sente tale. Oltre la metà dichiara inoltre di non fare nulla per prevenire il diabete, perché non ci si considera in pericolo, si nega il problema e si giudica la prevenzione inefficace. "Solo il 3% degli intervistati - sottolinea Stefano Del Prato, Presidente Sid - si considera a rischio di diabete; un dato questo già stridente con la prevalenza di questa condizione nella popolazione italiana, stimata intorno al 6,2%. Ma il dato ancora più inquietante è che il 70% delle persone a più elevato pericolo di diabete, non fa nulla per ridurlo''. Lo studio, spiega Isabella Cecchini, Direttore Dipartimento Ricerche Salute GfK Eurisko, ''ha indagato le conoscenze della malattia su un campione di 1100 casi, rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne. Circa 3,6 milioni di italiani (6,2%) soffrono di diabete, circa 6 milioni (10%) sono ad alto rischio, in particolare le donne con bassa scolarità''. Alla luce di questi risultati, conclude Del Prato, ''riteniamo urgente mettere in atto campagne di sensibilizzazione, che aiutino le persone a prendere coscienza del rischio di sviluppare il diabete e delle complicanze di questa condizione, ma che allo stesso tempo propongano modelli di comportamento efficaci''.

 

La Ricerca e l'Innovazione sono le 'chiavi' per il futuro della cura del diabete, a fronte di cifre che segnalano un allarmante crescita del numero dei malati e dei costi per il Servizio sanitario nazionale. E' questo il messaggio del presidente della Società italiana di diabetologia (Sid), Stefano Del Prato, per il  XXV congresso nazionale della Società, sotto l'alto patrocinio della Presidenza della Repubblica, che si è aperto ieri a Roma con la presenza di oltre 1.500 delegati segnando, anche, il 50/mo anniversario dalla fondazione della Sid. Proprio la Ricerca, oltre all'innovazione e la Clinica, sarà uno dei temi al centro del Congresso. Un ambito che vede la Sid in prima linea: negli ultimi 5-6 anni, la Società ha infatti contribuito con oltre 2,5 milioni di euro al finanziamento della ricerca, attraverso borse di studio, assegni di ricerca e finanziando progetti. Nell'arco degli ultimi anni inoltre, sottolinea Del Prato, ''la Sid ha attivato soprattutto una politica rivolta ai giovani diabetologi, cercando di attirare l'attenzione delle giovani leve sui problemi della diabetologia. Il diabete continua, infatti, a rappresentare un problema importante dal punto di vista economico, sociale e individuale perché caratterizzato da elevati costi e da un numero in costante aumento, anche nel nostro Paese, di persone affette''. Per questo motivo, avverte il presidente Sid, ''c'è bisogno di linfa nuova nella ricerca e nell'attività clinica diabetologica e la Sid è determinata a perseguire questi obiettivi nonostante il difficile momento sociale, di crisi economica, che si è tradotto anche in un acceso confronto tra la Società e l'Agenzia italiana del farmaco'' poichè, ''a fronte dell'arrivo di nuove possibilità terapeutiche, ci sono state continue restrizioni per il loro uso corrente, ma riteniamo - conclude - che le Società Scientifiche debbano e possano svolgere un'importante azione consultiva per le Istituzioni''.
 

 

fonte: eurisko, sid