Oltre il 50 per cento dei malati di Bpco ha deficit cognitivo

Pneumologia | Redazione DottNet | 29/05/2014 21:28

Quasi la metà pazienti malati di bronco pneumopatia cronica ostruttiva (o Bpco), il 30% di quelli malati di bronchite cronica e anche una piccola quota di fumatori asintomatici soffrono anche di deficit cognitivo a prescindere dall'età. Lo rivela una ricerca italiana, che ha dimostrato la correlazione tra malattie respiratorie croniche e deficit cognitivo. Lo studio italiano sarà presentato in anteprima al Respiration Day 2014, convegno patrocinato da Chiesi Foundation in programma domani a Parma nell'Auditorium Paganini.



Lo studio dal titolo "Cognition and chronic airway flow limitation", che a breve verrà pubblicato sull'International Journal of Chronic Obstructive Pulmonary Disease, è stato condotto dal team di ricercatori guidati dal professor Roberto Dal Negro del Centro Nazionale Studi di Farmacoeconomia e Farmacoepidemiologia Respiratoria (Cesfar) di Verona e ha indagato la prevalenza e l'entità del deficit cognitivo in pazienti affetti da patologia cronica delle vie aeree di diversa gravità. I risultati hanno inoltre evidenziato che il danno cognitivo, oltre a essere proporzionale per frequenza e gravità all'entità della patologia respiratoria cronica, peggiora con l'avanzare dell'età del soggetto. Ne risulta quindi che, ad esempio, perfino un ottantenne fumatore è più deficitario, a livello cognitivo, di un ottantenne sano. Il fenomeno è ancora più clamoroso se si confrontano pazienti 50enni: i pazienti 50enni esprimono una compromissione delle facoltà cognitive peggiore di quella manifestata dai soggetti sani 70enni.  Lo studio, che ha coinvolto oltre 400 soggetti per 24 mesi, è il primo nel suo genere in quanto, per misurare il deficit cognitivo, sono stati impiegati negli stessi soggetti quattro test psicometrici a diverso potere informativo, che hanno permesso di valutare differenti dimensioni cognitive, come memoria, attenzione, rappresentazione simbolica, orientamento temporo-spaziale e capacità di calcolo. Inoltre, il range anagrafico dei pazienti coinvolti, suddiviso per decadi di età, è molto più ampio di qualsiasi altro studio mai pubblicato perché comprende anche soggetti con meno di 40 anni e ultra ottantenni. Tra gli altri temi affrontati al Convegno, l'importanza della diagnosi precoce, l'efficacia dei trattamenti innovativi nell'area respiratoria, l'empowerment del paziente quale valore aggiunto nella gestione della terapia di patologie respiratorie  ad elevato impatto sociale ed economico, come ad esempio la bronco pneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e l'asma.

 

fonte: ansa

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