Bancomat, costi e offerte. I consigli del legale

Redazione DottNet | 02/06/2014 17:37

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Come abbiamo più volte trattato, l'obbligo del bancomat sarà in vigore dal 30 giugno prossimo. Per cui salvo improbabili dietro front (entro il 26 giugno 2014, dovrà essere emanato un altro decreto che potrà introdurre nuove disposizioni), i medici – e tutti gli altri professionisti – dovranno dotarsi di Pos.

Prima la Banca d'Italia, poi il Tar del Lazio hanno respinto le argomentazioni dei rappresentanti degli Architetti, che si sono mossi tempestivamente contro la “sostanziale inutilità per la categoria di uno strumento del genere”. Dotarsi di un PoS tradizionale, per chi non lo usa assiduamente, comporta ancora degli oneri fissi non trascurabili, affermano infatti gli architetti. Il riferimento è ai vari canoni che le Banche impongono, a prescindere dal numero di operazioni che vengono effettuate: c'è il costo del noleggio del PoS, le spese di un conto corrente aziendale, degli estratti conto, etc. La cifra fissa si aggira sui 300-500 euro l'anno, a cui vanno aggiunte le percentuali su ciascuna transazione. Secondo gli esperti per mettersi in regola cercando al tempo stesso di risparmiare, la soluzione può essere quella di ridurne al minimo i costi fissi. Secondo un'indagine realizzata dall'Ordine, le soluzioni possibili sono tutte basate su tecnologia mobile, con alcuni pro e contro. A fronte di un canone zero, la percentuale per ciascuna transazione è più alta, ma mai oltre il 2.75%. Il PoS viene acquistato (non noleggiato) e va collegato a uno smartphone o un tablet, IOS o Android. La ricevuta viene spedita via email o va acquistata una stampante apposta. Come avviene in sistemi analoghi (es. Paypal), l'addebito sul proprio conto corrente potrebbe avere un costo. Due sono i sistemi confrontati:


 

Payleven con canone mensile zero, Carte accettate: MasterCard e Visa (carte di credito), Maestro e V-PAY (carte di debito); Costo lettore card: 79 € + IVA una tantum; Percentuale per transazione: 2.75%; Collegamento: via bluetooth a smartphone e tablet Apple IOS 6+, Android 2.3+.


 

L'altro sistema è Jusp con canone mensile zero; Carte accettate: MasterCard e Visa,V-PAY, Maestro/Cirrus, Pagobancomat; Costo lettore card: 39 € + IVA una tantum; Percentuale per transazione: 2.50%; Collegamento: tramite presa audio o USB a smartphone Apple IOS 6+, Android 2.3+

Tuttavia ci sono molte altre offerte che andranno ad aumentare mano a mano che ci si avvicinerà al 30 giugno. Le proposte delle banche non consentono di valutare i costi base senza una richiesta esplicita di informazioni o addirittura un passaggio in filiale. Anche SumUp è stato escluso perché non prevede l'uso del bancomat, ma solo delle carte di credito, così come altri casi che ricadono sotto la denominazione di PoS Virtuale. 

 

 

ll parere del legale: Intanto il Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (Cnappc) ha richiesto un parere legale per verificare se sussistono le condizioni giuridiche per ritenere obbligatorio per i professionisti accettare pagamenti effettuati con carte di debito a partire dal 30 giugno 2014. Nel parere del legale Marco Antonucci si evidenzia, tra l'altro, che la normativa vigente non prevede esplicite sanzioni per il professionista che non sia in grado di accettare pagamenti in formato elettronico con carte di debito. Pertanto, potrebbe esserci una sanzione nei confronti del professionista che non accetta pagamenti con carte di debito solo a seguito di contestazione formulata alla Guardia di Finanza. Queste contestazioni sarebbero comunque poco efficaci dal momento in cui viene dimostrato che il committente è stato edotto della possibilità di effettuare pagamenti con bonifici elettronici (Stp), addebiti diretti, bonifici bancari ed assegni, e tali modalità di pagamento sono state stabilite contrattualmente

 

Onere e non obbligo legale

Il legale evidenzia inoltre che le disposizioni relative all'accettazione di pagamenti attraverso le carte di debito introducono un onere piuttosto che un obbligo legale. Il campo di applicazione, oltretutto, è estremamente limitato ai soli casi nei quali il cliente chiederà di pagare con il bancomat, in quanto i pagamenti, anche minimi, delle attività professionali di architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori sono normalmente superiori ai massimali della carta di debito.

 

 

Mora del creditore

In ogni caso, anche qualora il cliente dovesse richiedere di effettuare il pagamento tramite Pos, e il professionista ne fosse sprovvisto, si determinerebbe semplicemente la fattispecie giuridica di mora del creditore ex articolo 1206 del Codice civile, che non libera il debitore dall'obbligazione.

 

 

Indicare nel contratto tutte le modalità di pagamento

In conclusione, il legale suggerisce l'opportunità che in ogni contratto scritto che il professionista stipulerà con i committenti/clienti, vengano specificate le modalità di accettazione di pagamento, specificando, ad esempio, che “il pagamento dei compensi professionali sarà effettuato a mezzo di bonifico elettronico, addebito diretto, bonifico bancario od assegno”.

 

 

Il parere del Consiglio nazionale forense

Ricordiamo che, con la circolare n. 10 del 20 maggio 2014, il Consiglio nazionale forense ha precisato che la previsione di cui all'articolo 15 comma 4 del decreto Sviluppo bis “corrisponde a chiari intendimenti di semplificazione e non stabilisce affatto che tutti i professionisti debbano dotarsi di POS, né che tutti i pagamenti indirizzati agli avvocati dovranno essere effettuati in questo modo a partire dalla data indicata, ma solo che, nel caso il cliente voglia pagare con una carta di debito, il professionista sia tenuto ad accettare tale forma di pagamento”. Inoltre, “Nessuna sanzione è prevista in caso di rifiuto di accettare il pagamento tramite carta di debito”.

 

Fonti: ordine architetti, cnappc, consiglio forense