Lorenzin, nuova era per la fecondazione. Pronti gli spermatozoi robot

Redazione DottNet | 03/06/2014 19:49

"Con la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il divieto della fecondazione eterologa previsto nella legge 40 si aprirà nel nostro paese una fase nuova nel delicato ambito della procreazione medicalmente assistita, che non coinvolge solamente aspetti sanitari e che il nostro Ministero affronterà con tutto il rigore e l'attenzione necessari, ma che introduce cambiamenti importanti in un quadro giuridico più ampio, riguardo alla filiazione e alla genitorialità".

 

Così il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin in un messaggio inviato al convegno dei civilisti, esperti di diritto di famiglia, che ha avuto luogo oggi alla Camera dei Deputati. "Iniziative come quella vostra di oggi - sono le parole del Ministro - offerta da un panel di studiosi illustri e qualificati provenienti da diverse università italiane, sono quindi un contributo prezioso sia alla riflessione pubblica che a quella più strettamente politica: è significativo che il convegno si svolga nella prestigiosa sala della Regina all'interno del Parlamento, perché queste riflessioni siano offerte anche al legislatore, qualora dovesse affrontare aspetti della filiazione introdotti dai nuovi percorsi della procreazione medicalmente assistita. Un dialogo fra esperti di alto livello, rivolto all'opinione pubblica dalle stanze della politica, come quello da voi proposto, è un'iniziativa che merita interesse e che sicuramente offrirà suggerimenti e indicazioni utili a tutti i soggetti coinvolti nel delicato ambito che voi oggi affrontate".
 

 

Costruiti i primi spermatozoi-robot per la fecondazione artificiale. In grado di viaggiare nell'organismo guidati da un campo magnetico, potranno anche somministrare farmaci o aiutare i biologi a smistare le cellule. Si chiamano 'MagnetoSpermatozoi', sono lunghi 322 millesimi di millimetro hanno una testa di silicio incapsulata in un 'casco' di cobalto e nichel e la coda libera di muoversi. Sono nati dalla collaborazione fra l'università olandese di Twente e l'Università Tedesca de Il Cairo.

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