Oculisti, l'Avastin va frazionato in preparazioni sicure

Redazione DottNet | 03/06/2014 19:12

"La maggior parte delle farmacie ospedaliere non è in grado di realizzare preparazioni sicure per la somministrazione del farmaco Avastin per la cura della maculopatia senile". Per tornare a somministrarlo in alternativa al molto più caro Lucentis, "dobbiamo ottenere un frazionamento sicuro e con dosi conservabili oltre le 24 ore. Altrimenti è più quello sprecato che quello utilizzato".

 La denuncia viene dal Presidente Matteo Piovella dalla Società Oftalmologica Italiana (SOI) che chiede alle associazioni di categoria che riuniscono i farmacisti ospedalieri, ovvero SIFO, SINAFO, SIFACT, di emanare "precise direttive di comportamento per la preparazione di Avastin da somministrare per via intravitreale". L'Aifa deciderà a breve di riammettere il preparato nella lista degli off label rimborsabili dal Ssn previsti dalla legge 648. Ma per la Soi non basta per garantirne un corretto utilizzo. Bisogna risolvere il problema del frazionamento del farmaco, che viene prodotto in flaconi contenenti 40 dosi da iniettare. E' questo "il punto più delicato perché potrebbe dar luogo a contaminazioni batteriche e va eseguito nel modo migliore possibile. Non bastano le linee guida", spiega Piovella. "Il farmaco va messo in siringa, imbustato e con scadenza di due mesi. Ci arrivano siringhe la cui sterilità è garantita per poche ore, ma se non si hanno 40 pazienti - conclude - le dosi vanno buttate".

 

fonte: ansa

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