Corte dei Conti, cala la spesa farmaceutica convenzionata

Redazione DottNet | 04/06/2014 16:31

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Cala in Italia la spesa per la farmaceutica convenzionata, quella a carico del Servizio sanitario nazionale. Nel 2013 la spesa raggiunge gli 8,6 miliardi, con una diminuzione del 3,4% (si era ridotta di poco meno del 10% nel 2012). E' quanto emerge dal 'Rapporto 2014 sul coordinamento della finanza pubblica' della Corte dei conti.

 

Secondo i giudici contabili, "la consistente riduzione della spesa farmaceutica convenzionata registrata negli ultimi anni è da ricondurre all'effetto combinato di diversi fattori: la riduzione del prezzo medio dei farmaci, per effetto dell'inserimento nel prontuario di nuovi farmaci generici; l'implementazione dell'attività di monitoraggio del livello di appropriatezza delle prescrizioni terapeutiche; i risparmi originati dall'incremento dello sconto sul prezzo dei farmaci a carico di grossisti e farmacisti; la rideterminazione all'11,35% del tetto relativo alla farmaceutica territoriale, al netto degli importi corrisposti dal cittadino per l'acquisto di farmaci ad un prezzo diverso dal prezzo massimo di rimborso stabilito dall'Aifa, con attivazione del meccanismo del pay-back già previsto dalla normativa vigente in caso di superamento del predetto tetto".

 

E ancora. Secondo la Corte, tra le cause che hanno favorito la riduzione della spesa farmaceutica convenzionata c'è "la crescita della quota di compartecipazione alla spesa a carico del cittadino, in relazione alle misure di compartecipazione adottate in talune regioni sottoposte ai piani di rientro e ai ticket sui farmaci vigenti anche in regioni non sottoposte ai piani di rientro; il potenziamento della distribuzione diretta, soprattutto nelle regioni soggette a piano di rientro, ha determinato lo spostamento di quote di mercato dal canale convenzionale verso quello della distribuzione diretta, con il conseguente risparmio a vantaggio delle regioni, dato dalla minore remunerazione della filiera distributiva".

 

fonte: adn