Avastin, gli scienziati contro il Css: hanno sbagliato. Gdf all'Aifa

Redazione DottNet | 05/06/2014 13:11

Il Consiglio Superiore di Sanità ha usato un criterio sbagliato per definire l'equivalenza tra i farmaci Avastin e Lucentis. Lo afferma uno documento sottoscritto da 16 scienziati italiani, tra cui la senatrice a vita Elena Cattaneo, secondo cui il parere del Css si basa più sull''assenza di prove' sulla maggiore pericolosità di Avastin piuttosto che sulla prova effettiva della sicurezza.



''Il Css ha utilizzato una definizione di equivalenza basata sul concetto di 'no proof of difference' piuttosto che su quello (metodologicamente più accreditato) della 'proof of no difference' - si legge nel documento promosso da Mauro De Rosa (Docente a contratto di Politiche Farmaceutiche, Università Piemonte Orientale), Andrea Messori (dirigente farmacista, dell'Unità di Hta dell'Area Vasta Toscana Centro) e Giuseppe Mancia (Professore Emerito di Medicina all'Università di Milano Bicocca -. È noto che il primo rappresenta una mancanza di prove mentre il secondo corrisponde all'avvenuta dimostrazione di equivalenza. È indiscutibile che dimostrare la "proof of no difference" è assai più difficile che ricercare una "no proof of difference"; ciò nonostante, adottare questo approccio ai fini dell'approvazione di un intervento terapeutico così controverso appare, a nostro avviso, una scelta da approfondire e da riconsiderare''.

 

Guardia di Finanza in azione a Roma, dove è stata sottoposta a perquisizione la sede dell'Agenzia Italiana del farmaco, in via del Tritone. I militari del nucleo speciale Tutela Mercati e del nucleo Frodi Tecnologiche della Gdf hanno agito su disposizione del procuratore aggiunto Nello Rossi e del pm Stefano Pesci, i magistrati che indagano su quattro dirigenti delle multinazionali Novartis e Roche, multate di recente dall'Antitrust perché sospettate di aver creato un 'cartello' per favorire l'utilizzo di un prodotto, il Lucentis, molto costoso, al posto del meno caro Avastin nella cura della degenerazione maculare. Questo a spese dei malati, del Servizio sanitario nazionale e delle assicurazioni private.
Nell'inchiesta sono indagate quattro persone, i vertici di Roche e Novartis. Le accuse ipotizzate dagli inquirenti sono: aggiotaggio, truffa aggravata ai danni dello stato e disastro doloso. Per la medesima vicenda, la Procura di Torino ha indagato Roche e Novartis per associazione a delinquere e disastro doloso. Nella sede dell'Aifa, i finanzieri hanno acquisito documenti e delibere inerenti la vicenda. Secondo quanto si è appreso, gli inquirenti hanno come obiettivo quello di ricostruire le trattative per la definizione del prezzo di Avastin e Lucentis dal 2009 ad oggi. Il decreto di perquisizione è stato firmato dai pubblici ministeri.



Il sospetto dei pm è che ci siano state manovre artificiose dirette, anche attraverso la diffusione di notizie false e tendenziose sulle caratteristiche dei farmaci Lucentis e Avastin, ad alterare le procedure di determinazione dei prezzi da parte dell'Aifa. Poiché i prezzi scaturiscono da una contrattazione tra i produttori del farmaco e l'Aifa, la perquisizione, come mezzo di ricerca della prova, è finalizzata ad acquisire e, se necessario, a sequestrare i documenti relativi a questa interlocuzione.
 

 

fonte: ansa, repubblica

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