Avastin, via libera dall'Aifa all'uso off label per maculopatia

Farmaci | Redazione DottNet | 11/06/2014 14:14

La Commissione Tecnico Scientifica (CTS) dell’AIFA, nel corso nella seduta del 9 e 10 giugno, si è espressa a favore dell’inserimento di bevacizumab (Avastin) nell’elenco dei farmaci erogabili a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), ai sensi della legge 648/96, per il trattamento della degenerazione maculare legata all’età (AMD).

 

Il parere della CTS dell’AIFA è stato espresso alla luce delle richieste avanzate dalle Regioni Veneto ed Emilia Romagna per l’inserimento di bevacizumab nella lista della legge 648/96 (lista classica) per la degenerazione maculare legata all’età, visto il parere del Consiglio Superiore di Sanità (CSS) in merito al profilo di sicurezza e di efficacia dei farmaci Avastin e Lucentis (sezione V seduta del 15 aprile 2014) e la nuova regolamentazione sull’uso off-label dei farmaci (DL 20 marzo 2014 convertito in Legge n. 79 del 16 maggio 2014). La CTS ha accolto la richiesta per l’utilizzo del farmaco nell’indicazione non registrata, individuando all’unanimità una serie di condizioni indispensabili a tutela della salute dei pazienti:

il confezionamento in monodose del farmaco bevacizumab per l’uso intravitreale dovrà essere effettuato, per garantirne la sterilità, esclusivamente dalle farmacie ospedaliere in possesso dei requisiti necessari, nel rispetto delle Norme di Buona Preparazione;

la somministrazione di bevacizumab per uso intravitreale dovrà essere riservata a centri oculistici ad alta specializzazione presso ospedali pubblici individuati dalle Regioni;

la somministrazione del farmaco potrà avvenire solo previa sottoscrizione da parte del paziente del consenso informato, che contenga le motivazioni scientifiche accompagnate da adeguate informazioni sull’esistenza di alternative terapeutiche approvate, seppure ad un costo più elevato a carico del SSN;

l’attivazione di un registro di monitoraggio a cui sia allegata la scheda di segnalazione delle reazioni avverse. 

La CTS si riserva di assumere ogni diversa valutazione a seguito dell’analisi dei dati raccolti attraverso gli strumenti di monitoraggio attivati o di ogni ulteriore evidenza scientifica che dovesse rendersi disponibile.

 

I commenti: Arriva la decisione dell'Aifa di reinserire l'Avastin nell'elenco dei farmaci a carico dell'Ssn ma per il Codacons la scelta e' ''tardiva''. ''Si chiude la stalla quando i buoi sono già scappati - afferma il presidente Carlo Rienzi - con un provvedimento tardivo che, se fosse stato preso per tempo, avrebbe consentito risparmi per la collettività pari a 1,2 miliardi di euro. Soldi che ora, per essere recuperati, devono passare per le tortuose strade dell'azione risarcitoria intrapresa dal Ministero della salute contro Roche e Novartis. Ci chiediamo dove fosse l'Aifa quando numerosi studi scientifici avevano dimostrato la piena efficacia dell'Avastin al pari del Lucentis per la cura di diverse patologie della retina come la maculopatia, a fronte di un costo a fiala molto minore e conseguenti risparmi per il SSN'' conclude Rienzi. Il parere dell'AIFA, espresso nel corso nella seduta del 9 e 10 giugno, è stato formulato alla luce delle richieste avanzate dalle Regioni Veneto ed Emilia Romagna per l'inserimento di bevacizumab (l'Avastin) nella lista della legge 648/96 (lista classica) per la degenerazione maculare legata all'età.  "Accogliamo con estrema soddisfazione la decisione assunta dall'Aifa: si tratta di un risultato che la Regione Emilia-Romagna ha perseguito da molti anni in tutte le sedi, con determinazione e tenacia - ha commentato l'assessore regionale alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna, Carlo Lusenti - e come abbiamo sempre sostenuto, si tratta di una questione non solo economica, ma anche etica''. La somministrazione di bevacizumab per uso intravitreale dovrà essere riservata a centri oculistici ad alta specializzazione in ospedali pubblici individuati dalle Regioni e solo con sottoscrizione da parte del paziente del consenso informato Verra' poi attivato un registro per la segnalazione delle reazioni avverse.
 

 

fonte: Aifa

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