Sindacato contro il Ministro sulle riforme: ecco le proposte Cosmed

Redazione DottNet | 11/06/2014 17:40

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Riconoscere la specificità dei lavoratori del Servizio sanitario nazionale; investire in nuove assunzioni; rinviare alcune norme alla contrattazione generale; aprire subito le aree negoziali, in vista del rinnovo contrattuale, "non più rinviabile e atteso nel 2015".

 

Queste i punti fermi che la Cosmed (Confederazione sindacale medici e dirigenti) - come spiega il vice coordinatore Giorgio Cavallero - metterà in evidenza nel corso dell'incontro col ministro della Funzione pubblica, Marianna Madia, che illustrerà ai sindacati il documento sulla riforma della Pubblica amministrazione. Tra i punti chiave della 'riforma Madia': l'abrogazione del trattenimento in servizio dopo l'età pensionabile per permettere l'assunzione di 10mila giovani; più flessibilità nelle mansioni; mobilità facilitata da un comparto all'altro; estensione del ricorso al part-time. "Innanzitutto - spiega Cavallero - vogliamo capire qual è il perimetro della riforma. Non si può - spiega - fare un unico decreto per scuola, sanità e pubblico impiego in generale. Noi chiediamo una specificità per i dipendenti del comparto sanità, che peraltro hanno un datore di lavoro diverso dallo Stato: l'organizzazione del Ssn è infatti su base regionale". 


 

Per l'esperto si correrebbe il rischio di fare "un pasticcio, con una norma inapplicabile per la sanità". Secondo Cavallero, la peculiariatà del dipendente Ssn trova riscontro anche in un altro punto nodale della riforma: la mobilità. "Noi non contestiamo il principio - spiega il sindacalista - contestiamo la modalità. E' un punto che andrebbe rinviato in sede di rinnovo contrattuale". Secondo l'esperto, comunque, "nel mondo medico non ci sono eccedenze da mettere in mobilità". Un altro punto fondamentale è l'ampliamento - e come minimo il mantenimento - degli attuali livelli occupazionali nel Ssn. La proposta della Cosmed è di "riconvertire i risparmi generati da operazioni di spending review in nuove assunzioni, in deroga al blocco del turnover". 


 

Il precariato: L'Anaao Assomed e la Cosmed bocciano la proposta di Dpcm sul precariato presentata oggi al Ministero della Salute, giudicandola "gravemente insufficiente, al limite dell'inutilità e nettamente peggiorata" dagli interventi dei Ministeri dell’Economia e della Pubblica Amministrazione rispetto alla precedente stesura condivisa dalle organizzazioni sindacali. Gli elementi peggiorativi per Anaao Assomed e Cosmed sono: totale chiusura nei confronti dei precari atipici (co.co.co e co.co.pro) che, pur essendo lavoratori subordinati, sono stati esclusi dalla quota riservata dei concorsi, tramite una interpretazione restrittiva della norma; ulteriori vincoli alle assunzioni e alle proroghe tali da rendere praticamente impossibile la stabilizzazione nelle Regioni sottoposte a piano di rientro; assenza di garanzia della proroga dei contratti atipici in corso. 


 

L’Anaao Assomed e la Cosmed hanno chiesto di inserire il Dpcm, "migliorato in alcune parti e depurato delle penalizzazioni per le Regioni in piano di rientro e con l'estensione dei benefici a tutto il sistema 118", in un contesto che preveda "la messa in campo di ulteriori provvedimenti normativi". "L’imminenza di provvedimenti legislativi di riforma della pubblica amministrazione nonché la discussione sul patto della salute rende inopportuno creare aspettative, non suffragate da provvedimenti concreti, che rischiano di rimuovere il problema dall'agenda politica senza benefici reali per gli interessati", si legge in una nota. Anaao Assomed e Cosmed si sono quindi dette non disponibili a sottoscrivere un provvedimento "potenzialmente capace di rallentare ulteriormente il processo di stabilizzazione che le Regioni stanno faticosamente avviando".

 

 

Le proposte del Ministro Madia: Al primo punto c'è l'abrogazione dell’istituto del trattenimento in servizio, "sono oltre 10.000 posti in più per giovani nella PA, a costo zero", si legge. Si passa poi all'istituto della mobilità volontaria e obbligatoria. Qui si propone innanzitutto di abrogare il nulla osta da parte dell’amministrazione di provenienza nei casi di mobilità volontaria e di superare le rigidità derivanti dalla programmazione. Nel documento si giudica anche importante la possibilità di disporre il passaggio di un lavoratore da una amministrazione ad un'altra, senza che sia necessario l’assenso del lavoratore stesso. Questo dovrebbe essere possibile tenendo però fermi due punti ben precisi: il mantenimento del medesimo trattamento economico e limiti geografici.

 

Si parla anche di part-time, come strumento utile per creare nuovi spazi e dunque rendere possibili nuove assunzioni. "Indispensabile", invece, sarà l'applicazione rigorosa delle norme sui limiti ai compensi che un singolo può percepire dalla pubblica amministrazione, compreso il cumulo con il reddito da pensione. Per evitare l'esubero di lavoratori, si suggerisce di far ricorso all'assegnazione di mansioni diverse, un principio comunemente applicato nel diritto del lavoro privato, ma non in quello pubblico.

 

"Riteniamo urgente semplificare l’attuale disciplina del turnover". Si spiega che non si tratta solo di assicurare maggiori ingressi, ma anche di consentire a ciascuna amministrazione maggiore discrezionalità nella programmazione, fermo restando il rispetto dell’equilibrio finanziario. In quest’ottica viene ritenuto utile un intervento che semplifichi le norme attuali, ad esempio eliminando il vincolo del computo delle teste. Si ritiene altresì necessario ridurre del 50% del monte ore dei permessi sindacali nel pubblico impiego.
 
 

Per la riforma della dirigenza pubblica, "riteniamo imprescindibile un principio: l’accesso al lavoro pubblico, ivi compreso quello dirigenziale, deve avvenire per concorso. Il rigoroso rispetto di questo principio, deve essere accompagnato da un ripensamento dell’attuale modello di carriera", si legge nel documento. Si legge nel testo l'intento di un cambiamento radicale nei percorsi di carriera dei dirigenti, superando l’attuale sistema che "ingessa" la carriera di un dirigente e la rende indipendente dai risultati effettivamente prodotti. "Noi pensiamo invece che la carriera di un dirigente debba essere sempre “mobile”, sia verso l’alto che verso il basso, con l’assunzione di incarichi per un tempo determinato".
 

 

In coerenza con la scelta di investire con forza sul modello della dirigenza di ruolo, selezionata per concorso, "abbiamo deciso di investire su una grande e unica scuola di formazione per i dirigenti, che accorpi tutte quelle attualmente esistenti, pur garantendo i dovuti e specifici percorsi professionali, in particolare riguardo ad alcune professionalità".
 
 


Infine, sul contratto nazionale, "riteniamo che il blocco della contrattazione - conclude il documento della Semplificazione e Pa - abbia prodotto un danno ingiusto ai lavoratori pubblici, soprattutto in riferimento alle fasce di retribuzione più basse. Per questo riteniamo che l'intervento degli 80 euro realizzato dal Governo sia stato di notevole utilità anche nel pubblico impiego. Il tema del rinnovo della parte economica del contratto - conclude il testo - merita di essere affrontato a partire dal prossimo anno: è evidente che occorra uno sforzo comune utile a costruire le soluzioni migliori per garantire il rilancio del paese e la crescita economica". 

 

fonte: adn, ansa