Iva, per Federfarma le Asl che non rimborsano vanno diffidate

Redazione DottNet | 12/06/2014 10:22

Nonostante le sentenze di diversi tribunali (l’ultimo, quello di Cremona, a fine maggio) e una sentenza del Consiglio di Stato del 2011, non tutte le Asl hanno ancora restituito alle farmacie le somme indebitamente percepite a causa del mancato scorporo di Iva e altre trattenute dall’extrasconto dell’1,4%.

Per sostenere le rappresentanze territoriali negli eventuali solleciti di rimborso, Federfarma ha inviato ieri ad associazioni provinciali e unioni regionali una bozza di diffida da trasmettere ai responsabili delle Asl e, nel caso, alla Regione.
Nel documento, in particolare, vengono riassunti i passaggi salienti di alcune sentenze, a partire da quella del Tar Puglia datata 8 novembre 2010 (poi confermata l’anno dopo dal Consiglio di Stato) nella quale si stabilisce che dalla base di calcolo sulla quale dedurre la trattenuta dell’1,4% vanno esclusi «sia l'iva sia gli sconti già praticati dalle farmacie al Ssn nella vendita di farmaci in regime convenzionale». Sulla base di tali stralci, la lettera-standard preparata da Federfarma diffida le aziende sanitarie locali «ad applicare i principi dettati dalla giurisprudenza che possono definirsi pacifici», ossia conteggiare l’extrasconto dell’1,4% al netto di Iva e altre trattenute Ssn, «e conseguentemente riconoscere il diritto delle farmacie a ottenere il rimborso di quanto eventualmente trattenuto indebitamente, oltre interessi»

 

fonte: federfarma

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