All'Ssn le dipendenze costano 5 milioni di euro l'anno

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 12/06/2014 11:26

Più di 5 milioni di euro l’anno, ecco qual è per il sistema sanitario nazionale il costo stimato delle dipendenze da oppiacei. A stabilirlo è una ricerca partita dalla Regione Campania e realizzata dal Dipartimento Dipendenze Patologiche dell’Asl Napoli Nord diretto dal dottor Giorgio Di Lauro, dall’associazione italiana per la cura delle dipendenze patologiche (Acudipa) presieduta dal professor Giuseppe Mammana e dalla Comunità La Scheggia diretta dal dottor Fabrizio Pallotta.

 La stessa indagine, svolta in Dipartimenti per le dipendenze patologiche, rivela che un giorno di astensione dalle droghe con terapia farmacologica costa circa 33 euro. Una spesa elevata che consente però di sottrarre terreno alla criminalità organizzata, e in particolare permette di ridurre il business dell’acquisto di eroina  che vale approssimativamente 7 milioni e 400 mila euro l’anno. «Tuttavia – spiega Giorgio Di Lauro, direttore del Dipartomento per le dipendenze patologiche dell’Asl Napoli 2 Nord - il costo delle cure viene  replicato per anni  ed aggravato poiché molti pazienti ricevono trattamenti farmacologici a vita, spesso senza integrazioni di tipo psicosociale e senza che vengano effettuati efficaci tentativi di riduzione progressiva del consumo di farmaci  come il metadone. Troppo spesso, insomma, manca una reale soluzione riabilitativa in comunità e con successivi programmi di inclusione sociale». Tutto questo genera quella che noi definiamo cronicizzazione iatrogena  e costi molto pesanti e fissi per l’intero sistema sanitario e sociale». Una situazione che si aggrava a causa della mancata produttività di questi pazienti, che in alcuni casi si trasformano in pusher di un “mercato grigio” di sostanze legali come il metadone.

 

Per rispondere a questi fenomeni  in modo appropriato Acudipa ha proposto al Dipartimento Nazionale Politiche Antidroga  e alla Regione Campania il progetto Reducron che punta sulla riduzione della cronicità e della cronicizzazione nelle dipendenze patologiche. Il Progetto ha analizzato dal punto di vista normativo e clinico ciò che avviene in un punto strategico dei servizi per le dipendenze patologiche: i Centri per l’osservazione, la diagnosi, la disintossicazione (Codd). «Un buon lavoro motivazionale, diagnostico, detossicante – chiarisce Fabrizio Pallotta, direttore della Comunità La Scheggia - può ridurre il tasso di cronicità di queste patologie che deriva da terapie inappropriate e cronicizzanti in modo iatrogeno». Una valorizzazione adeguata di questi Centri all’interno del sistema di cura delle dipendenze può insomma ridurre nel tempo i costi complessivi dell’intero sistema. Nessun paese nel mondo può consentirsi i costi derivanti da milioni di persone direttamente (i pazienti) ed indirettamente (le famiglie) coinvolti nei problemi delle dipendenze. La ricerca nazionale su questi centri verrà presentata per un primo approfondimento nel corso della mattinata del 13 giugno; con la partecipazione, tra gli altri, dell’onorevole Raffaele Calabrò (consigliere alla Sanità per il presidente Caldoro) e della dottoressa Marina Rinaldi (Unità Operativa Dirigenziale “Interventi Sociosanitari” dell’Assessorato regionale alla Sanità). Si parlerà sia di ciò che le Regioni hanno disposto in materia di dipendenze, sia di uno studio clinico di 100 casi trattati in questi centri in tutta Italia. Nel pomeriggio il professor Paul Robert Liberman - Psichiatra  e cattedratico della Ucla (una delle più prestigiose università del mondo), nonché tra i padri mondiali della riabilitazione psichiatrica, autore della teoria del Recovery (miglioramento e guarigione nella salute mentale) terrà una lezione magistrale sul tema del miglioramento ed un incontro interattivo con professionisti e pazienti partecipanti all’incontro.

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