Rinnovo convenzione Mmg: Snami, sarà scontro

Redazione DottNet | 12/06/2014 18:01

medicina-generale sindacato Snami

Ieri a Roma c'è stata la prima riunione per il rinnovo della convenzione dei medici di medicina generale. Lo Snami ha portato al tavolo Sisac le proposte messe a punto nelle settimane scorse ma il bilancio della giornata di lavori è stato insoddisfacente

 

Insoddisfazione palese nella delegazione SNAMI dopo l’incontro ufficiale di ieri nella capitale per le trattative sul rinnovo dell’accordo collettivo nazionale. “Abbiamo prodotto il nostro documento programmatico - esordisce Angelo Testa, presidente nazionale del sindacato autonomo - licenziato dopo il confronto dei giorni scorsi in Veneto con il Comitato Centrale e Consiglio Nazionale del nostro sindacato. In sintesi l’espressione SNAMI del futuro della nostra professione: il medico di medicina generale deve essere un libero professionista autonomo, il ruolo unico deve comprendere gli attuali settori della medicina generale ed i medici devono avere compiti distinti, netta distinzione tra AFT e UCCP, l’emergenza territoriale a pieno titolo nella medicina generale. Come contraltare la SISAC ha tracciato quelli che per noi sono «tre passi all’indietro»: ruolo unico dove tutti fanno tutto, AFT non funzionali ma strutturate, 118 fuori dal ruolo unico. Un’antitesi speculare a ciò che intende lo SNAMI come futuro della professione”. “Pensare alle AFT, associazioni funzionali territoriali, come strutturate - continua il segretario nazionale Gianfranco Breccia, della delegazione trattante SNAMI -, è una follia e farà fare non tre ma mille passi all’indietro. Già parecchie sono le perplessità sulle AFT perché nel 30% dell’Italia manca una decente copertura di rete e l’interconnessione sarebbe comunque problematica, il pensare ad una loro strutturazione ha dell’incredibile. Un’avventura disastrosa senza quattrini e con l’inevitabile chiusura dei nostri ambulatori nei piccoli paesi e nelle zone decentrate con tagli effettivi alla capillarità dell’assistenza”. “Abbiamo sostenuto - continua Pasquale Orlando, vicepresidente nazionale SNAMI -, che l’emergenza territoriale, oggi dimenticata e fatta volare in una sorta di limbo della medicina, ha secondo noi una funzione insostituibile e che il ruolo unico e la medicina generale non possono esserne privati”. . “E’ un vero è proprio «smantellamento» di un buon sistema che funziona - conclude Angelo Testa -. Ci rivolgeremo direttamente al premier Renzi e al Ministro della Salute Lorenzin per spiegare loro che creare una figura di medico delle cure primarie intercambiabile creerà una confusione fra gli assistiti che perderanno il punto di riferimento del loro medico di fiducia. Il tutto paradossalmente non migliorando l’assistenza sanitaria al cittadino anzi «fratturando» pesantemente la attuale assistenza sanitaria territoriale che tutto il mondo ci invidia”.

 

fonte: snami