Medici in pensione prima, bastano i contributi. Ecco la riforma P.A.

Redazione DottNet | 13/06/2014 21:50

pensione sanità-pubblica primari

I dirigenti medici responsabili di struttura complessa potranno andare in pensione anche se non avranno raggiunto i requisiti per la vecchiaia ma solo di contribuzione.

La pubblica amministrazione potrà mandare a riposo i lavoratori che hanno i requisiti per la pensione anticipata (nel 2014 42 anni e 6 mesi di servizio per gli uomini, 41 anni e 6 mesi per le donne) anche se non avranno ancora l'età della pensione di vecchiaia inclusi i professori universitari, i dirigenti medici responsabili di struttura complessa e il personale delle autorità indipendenti. Il dl di riforma della pubblica amministrazione dà una svolta a quello che finora era il dipendente pubblico. Ecco le altre misure:

 

Spostamenti senza assenso entro 50 km - I dipendenti pubblici potranno essere spostati senza assenso del lavoratore sempre nello stesso Comune e in un qualsiasi ufficio pubblico nel raggio di 50 chilometri. Lo si legge nella bozza di riforma della P.a. Nella mobilità volontaria ,ovvero quella scelta dal travet, non è necessario il nulla osta dell'amministrazione di provenienza.

 

Fisco più leggero e più semplice per cittadini e imprese. Nel dl di riforma della p.a. è incluso anche uno specifico pacchetto di semplificazioni. Inoltre il Cdm ha avviato il primo esame del decreto che da attuazione alla delega fiscale, con l'obiettivo di introdurre la dichiarazione dei redditi precompilata. ''Abbiamo fatto un primo esame. Il vice ministro Morando lo porterà in Parlamento e la prossima settimana lo approviamo definitivamente'', ha detto il premier Matteo Renzi.

 

730 DIRETTAMENTE A CASA - La dichiarazione precompilata dovrebbe inizialmente diventare operativa per dipendenti pubblici e pensionati, ovvero circa 18 milioni su 41 milioni di contribuenti (15 milioni di pensionati e 3 milioni di dipendenti pubblici). La seconda tappa dell'operazione mirerà invece a coinvolgere tutti i lavoratori dipendenti, portando la dichiarazione precompilata a essere disponibile a più di 3 contribuenti su 4. Nel modulo compariranno una serie di informazioni di cui il Fisco già dispone come quelle anagrafiche e reddituali presenti nel Cud. Si aggiungono poi le detrazioni per i familiari a carico e per lavoro dipendente e pensione. L'Erario, inoltre, dispone già dei dati sugli immobili, e per chi è in regime di cedolare secca anche dei dati sui beni concessi in locazione e adibiti ad abitazione principale. Ne dovrebbe risultare molto alleggerito il lavoro dei Caf, ai quali potrebbero però essere date maggiori responsabilità di certificazione della correttezza.

 

DICHIARAZIONE SUCCESSIONE SOPRA 75.000 EURO - Sale il tetto sotto il quale i contribuenti non devono presentare la dichiarazione di successione, nel caso in cui eredi siano il coniuge e i parenti in linea retta. L'importo, prima fissato in 50 milioni di lire (circa 25.800 euro), passa ora a 75.000 euro. Semplificazioni anche la documentazione: ora possibile una dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

 

 

E' pronto a cambiare ufficio, addirittura città, ma può anche prestare servizio da casa e permettersi un asilo nido per i figli piccoli. La riforma della Pubblica Amministrazione stravolge lo stereotipo del travet, che vuole il dipendente pubblico fossilizzato nello stesso ruolo dall'assunzione alla pensione. Ora tutto può cambiare per l'esercito fatto da oltre 3 milioni di italiani, a cominciare dalla mobilità, su cui il governo punta per eliminare ogni rigidità. Con le nuove regole si potrà infatti essere trasferiti da un posto all'altro, da un ministero a un tribunale, ad esempio, purché sia rispettata una distanza massima di 50 chilometri. Si tratta di trasferimenti obbligatori, che non necessitano del consenso del lavoratore, ma potranno evitargli di essere relegato ad esubero. C'è poi una flessibilità dal volto umano, o meglio moderno, la riforma apre al telelavoro, con il dipendente pubblico che potrà svolgere il suo compito comodamente dal divano di casa, tablet in mano. Un cambiamento non da poco rispetto all'immaginario comune che vede il travet alle prese con i tornelli, sommerso dalle scartoffie in asettici, quando non polverosi, uffici. E ancora l'esecutivo dice sì alla sperimentazione di forme di co-working, un inglesismo che in italiano si traduce con condivisione di spazi di lavoro, un novità fino ad oggi ad appannaggio principalmente di liberi professionisti.

 

Ecco che anche per lo statale si apre la possibilità di lavorare in open space, con l'abbattimento delle pareti che finora non solo hanno rappresentato un limite fisico, ma anche simbolico, dividendo il persone in gerarchie nette e ostacolando anche il gioco di squadra. Nel co-working inoltre l'organico mutano spesso e gli ospiti, come consulenti, sono all'ordine del giorno. Sempre all'insegna dell'avanguardia è lo smart-working, che sdogana l'orario classico dello statale, entrata al mattino e uscita nel pomeriggio. L'intento è rendere tutto più elastico, anche grazie all'uso delle tecnologie digitali. Per i dipendenti che sono diventati mamma o papà, il governo propone agevolazioni, attraverso voucher per baby-sitter e convenzioni con asili nido. Per chi è più avanti con l'età è prevista la possibilità di trasformare il contratto in part time, anche se con una decurtazione del 50% della retribuzione, fatta salva la contribuzione. I cambiamenti che toccano la dirigenza, avvicinano ancora di più il mondo del lavoro pubblico a quello del privato. Il 'capo' dovrà fare i conti con incarichi limitati a tre anni e se ne rimane privo per troppo tempo potrà perfino essere licenziato.

 

fonte: ansa