Cgil, mancano all'appello 7mila medici. Patto per la salute, si chiude

Redazione DottNet | 16/06/2014 21:43

cgil sindacato

"Secondo nostre stime, potrebbero venire meno 7mila unità già nel 2014 e non sostituirle con almeno 10mila giovani, senza ulteriori costi, sarebbe irresponsabile". È quanto afferma in una nota Massimo Cozza, segretario nazionale FPCGIL Medici in merito alle misure per i camici bianchi contenute nella Riforma della Pa presentata dal Governo.

Per Cozza "la possibilità da parte delle aziende sanitarie di mandare in pensione i dirigenti medici, compresi i direttori di struttura complessa, con 42 anni e 6 mesi (41 e 6 mesi per le donne) di contributi nel 2014, può aprire a una discrezionalità delle direzioni generali che collide con l'imperativo del rinnovamento generazionale, soprattutto perché non si prevede la contestuale assunzione dei giovani medici, che hanno peraltro un costo minore". Ma la Cgil non si è fermata alle enunciazioni e ha fatto i conti elaborando delle stime basate sul Conto Annuale della Ragioneria Generale dello Stato riferito al 2012. "Ipotizzando - precisa Cozza - che circa il 70% dei dirigenti medici abbia riscattato i dieci anni di laurea e specializzazione, potrebbero venire meno 7mila unità già nel 2014. Un'ipotesi non irrealistica, visto che il riscatto della laurea era molto frequente per le passate generazioni di medici, in quanto particolarmente conveniente. Non sostituirle con almeno 10mila giovani, senza ulteriori costi, sarebbe irresponsabile". Oltre questa misura e in attesa del testo ufficiale, per il segretario della Fp Cgil medici "il provvedimento contiene contraddizioni e ambiguità". A partire dalla norma che non obbliga i medici pubblici ad assicurarsi che "non risolve il problema" perché "di fatto saranno costretti ad assicurarsi da soli". Positiva per Cozza solo la misura sul finanziamento delle scuole di specializzazione: "L'unico passo nella giusta direzione".

 

Stretta finale sul Patto per la Salute che dovrebbe chiudersi entro la settimana. È iniziata ieri a Roma presso la sede del Ministero della Salute, infatti, la tornata d'incontri decisiva tra il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, e le Regioni. Un incontro che, come ha dichiarato il ministro uscendo dalla riunione, "sta andando bene". Ma il confronto  è stato solo preliminare. Un preludio di quella che si prospetta un'intensa settimana di riunioni dove si entrerà nel vivo della trattativa. Il ministro ha consegnato oggi agli assessori regionali alla Salute la bozza definitiva del Patto (si parla di un documento di una trentina di articoli) che contiene un numero d'interventi corposo: dalla riorganizzazione degli ospedali pubblici e delle cliniche private al potenziamento dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) e dell'Agezia italiana del farmaco (Aifa), passando per le novità sull'assistenza territoriale e i piani di rientro. Un tavolo a parte, invece, ma l'ipotesi non è confermata, dovrebbe essere dedicato alla ridefinizione del sistema di compartecipazione alla spesa, ovvero i ticket. In particolare, per quanto riguarda il ticket, il ministro Lorenzin ha di recente sottolineato come "il Patto per la Salute sta lavorando proprio sull'esenzione da una parte, mentre dall'altra dobbiamo cercare di recuperare laddove ci sono persone che sono esenti per reddito ma in realta' non ne avrebbero diritto". A proposito dell'incontro di oggi, invece, "stiamo esaminando articolo per articolo, pezzo per pezzo, aggiungendo e togliendo", ha raccontato telefonicamente l'assessore alla Sanità della Regione Toscana, Luigi Marroni. "L'ultima elaborazione del Patto - ha aggiunto - è frutto di un lavoro congiunto del ministero e delle Regioni che proseguirà per i prossimi giorni". Mercoledì è prevista una riunione della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni mentre giovedì le linee del nuovo Patto della Salute saranno all'attenzione dei governatori nel corso della seduta della Conferenza delle Regioni.

 

fonte: cgil, ansa