Nutrizione infantile: la sicurezza nel piatto

Gian Vincenzo Zuccotti | 24/06/2014 16:31

nutrizione bambini

La sicurezza alimentare rappresenta un tema sempre attuale, tanto più se si parla di alimenti per i bambini. A loro infatti si vuole garantire un’alimentazione che sia la più sicura possibile sia dal punto di vista tossicologico, igienico e microbiologico, sia dal punto di vista nutrizionale.

In Italia, la legislazione specifica per gli alimenti per l’infanzia è un’ottima garanzia di sicurezza: essa prevede che i contenuti massimi ammessi di residui di pesticidi, micotossine e metalli pesanti siano inferiori rispetto ai corrispondenti limiti previsti dalla legislazione alimentare generale. In particolare, per quanto riguarda i residui di pesticidi/fitofarmaci, il limite ammesso è pari, di fatto, allo zero analitico. Gli alimenti specifici per l’infanzia non possono inoltre contenere OGM.

I bambini sono individui ancora “immaturi” e possono non essere in grado di metabolizzare alcune sostanze con la medesima efficienza dei soggetti in età adulta, con la conseguenza che tali sostanze possono potenzialmente diventare dannose, soprattutto in caso di esposizione rilevante e reiterata. Norme particolarmente stringenti in termini di limiti massimi di residui di pesticidi/fitofarmaci nei prodotti dedicati all’alimentazione nella prima infanzia rispondono proprio all’esigenza di garantire una maggiore tutela di soggetti più “vulnerabili” come i bambini.

La legislazione alimentare per l’infanzia è inoltre garanzia di adeguatezza nutrizionale. Il bambino  è un organismo in crescita a cui devono essere garantiti alimenti nutrizionalmente equilibrati, adeguati e specifici per la sua età. Nel primo anno di vita è fondamentale la promozione dell’allattamento al seno che rappresenta la migliore modalità di alimentazione per il neonato e per il lattante, garantendo l’apporto ottimale di energia, macro e micronutrienti. Solo in assenza di latte materno è consigliabile l’utilizzo di formule specifiche, oggi in grado di garantire apporti nutrizionali molto simili a quelli del latte materno e quindi comunque adeguati per il lattante. Successivamente, il momento del divezzamento diventa cruciale: il lattante passa da un’alimentazione esclusivamente lattea a una dieta contenente alimenti diversi dal latte. L’introduzione di nuovi alimenti risponde all’esigenza di sopperire alla sopravvenuta carenza del latte rispetto alle necessità energetiche e ad alcuni nutrienti fondamentali come ferro, zinco e alcune vitamine. Il periodo del divezzamento è inoltre quello in cui si inizia a insegnare le buone abitudini alimentari: gli alimenti specifici rispondono a tutte queste esigenze garantendo al lattante gli apporti nutrizionali di cui necessita.

Non ci sono tuttavia ragioni per demonizzare il prodotto fresco, soprattutto in relazione all’osservazione che i dati italiani più recenti relativi a campioni di frutta e verdura irregolari per presenza di residui di fitofarmaci al di sopra dei limiti di legge sono assolutamente confortanti, essendo questa percentuale inferiore all’1%. I prodotti da agricoltura biologica potrebbero in questo senso fornire un ulteriore aiuto, se l’azienda produttrice è in grado di fornire indicazioni precise circa l’idoneità delle propria produzione.

In ogni caso il prodotto fresco e il prodotto biologico hanno limiti di contaminanti ammessi specifici per l’adulto e superiori rispetto a quelli consentiti per l’infanzia.

La preparazione domestica può certo implicare qualche problema in più rispetto a quella industriale: l’igiene e la sterilità della preparazione non possono essere garantite come a livello industriale, i metodi di frullatura domestici non possono ottenere il medesimo sminuzzamento delle fibre garantito dai processi di omogeneizzazione industriale, esiste il rischio di introdurre un eccesso di aria durante la preparazione domestica, che è invece assente nelle preparazioni industriali.

Il fabbisogno energetico del bambino si differenzia successivamente ancora, dopo il primo anno di vita, a seconda della fascia d’età considerata. L’attenzione alla corretta alimentazione rimane fondamentale per garantire gli apporti energetici e nutrizionali adeguati agli specifici fabbisogni delle diverse fasi della crescita e per prevenire lo sviluppo di patologie come sovrappeso e obesità. Gli alimenti destinati all’alimentazione per l’infanzia hanno un ruolo importante nell’instaurarsi delle buone abitudini alimentari del bambino: essi sono infatti studiati per garantire gli ottimali apporti nutrizionali adatti alle diverse fasi della crescita del bambino, fino ai 3 anni di vita, continuando a garantire sicurezza tossicologia, igienica e microbiologica. Gli alimenti destinati ai bambini garantiscono inoltre il consumo di porzioni adeguate all’età: essi sono preparati in confezioni che rappresentano le giuste porzioni da consumare. Tutte queste caratteristiche fanno dei “baby food” alimenti sicuri e adeguati che assumono un ruolo importante in quel percorso di educazione alla corretta alimentazione che inizia sin da piccoli.

Prof Gian Vincenzo Zuccotti
Full Professor and Chairman
Department of Pediatrics
Director Center for Research in Nutrition (CURN)
Biomedical and Clinical Science Department Università degli Studi di Milano
Luigi Sacco Hospital