Farmaci personalizzati contro il tumore al colon

Redazione DottNet | 25/06/2014 13:05

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Contro il tumore del colon retto arrivano 'farmaci personalizzati'. Un nuovo metodo - secondo la ricerca denominata Capri e coordinata dalla Seconda Università di Napoli in collaborazione con l'Istituto dei tumori Pascale - che fornisce una completa fotografia molecolare del tumore che consente di meglio definire la prognosi dei pazienti e la loro probabilità di rispondere alla terapia.



Lo studio è stato coordinato da Fortunato Ciardiello, direttore del Dipartimento medico-chirurgico di Internistica clinica e sperimentale della Seconda Università al cui fianco hanno operato Nicola Normanno, direttore del Dipartimento di ricerca dell'Istituto tumori e del Laboratorio di Farmacogenomica del Centro ricerche oncologiche di Mercogliano (CROM) e Giuseppe Colucci, presidente del Gruppo Oncologico dell'Italia Meridionale (GOIM). I risultati della ricerca, avviata nel 2009, sono stati pubblicati dalla rivista Annals of Oncology, organo ufficiale della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO) e ha coinvolto 25 centri oncologi del Mezzogiorno e 340 pazienti. Lo studio si caratterizza per essere ''il primo'' ad aver dimostrato che la ''classificazione molecolare dei carcinomi del colon retto con il sequenziamento di nuova generazione consente di offrire a ogni singolo paziente la migliore terapia''. I pazienti - come spiega lo studio - sono stati trattati con una terapia contenente un anticorpo diretto contro l'EGFR, una proteina importante per la crescita tumorale. Numerosi studi avevano già dimostrato che l'efficacia di questo farmaco dipende dalle caratteristiche del tumore e, in particolare, dalla presenza di particolari mutazioni genetiche. Infatti, i tumori dei pazienti da sottoporre a trattamento con farmaci anti-EGFR sono in genere analizzati per la presenza di un numero limitato di mutazioni in due geni, Kras ed Nras. La novità dello studio Capri è che i tumori del colon-retto sono stati analizzati con una metodica di sequenziamento di ''nuova generazione'' che consente in una singola analisi di analizzare oltre 500 mutazioni in 22 geni. La rilevanza dei risultati ottenuti ha catturato l'interesse di una multinazionale che - riferiscono i ricercatori - ha già annunciato la prossima produzione di una versione per impiego clinico della metodica impiegata nello studio Capri. L'Istituto Pascale avvierà a breve l'impiego di questa metodologia per tutti i pazienti trattati presso l'Istituto.

 

fonte: ansa