Enpam, si cambia. Sì allo Statuto con tagli ai compensi e al Cda

Previdenza | Redazione DottNet | 30/06/2014 10:06

L'Enpam volta pagina. Il nuovo statuto è stato approvato, con alcune modifiche presentate dagli Ordini di Ascoli Piceno, Bologna, Ferrara, Firenze, Genova, Latina, Milano, Napoli, Nuoro, Parma, Pavia, Perugia, Piacenza, Pordenone, Potenza, Salerno, Sassari, Terni, Trapani, Treviso, Verona. Tra le molte novità il taglio dei compensi e dei componenti il Cda.

 

Snellito il consiglio di amministrazione, tagliati i costi, i contribuenti eleggeranno propri rappresentanti nel parlamentino dell’ente di previdenza: sono alcune delle novità previste dal nuovo Statuto della Fondazione Enpam approvato questo fine settimana. Il testo riduce il numero dei componenti del Cda da 27 a un massimo di 17. Del Consiglio nazionale (il parlamentino della Fondazione), invece, non faranno più parte solamente i presidenti degli Ordini provinciali dei medici e dei dentisti ma anche rappresentanti eletti direttamente dai contribuenti. Prevista anche un’autonoma rappresentanza della professione odontoiatrica. Lo Statuto fissa inoltre l’obiettivo dell’equilibrio di genere e, per cominciare, impone che almeno il 20 per cento dei candidati appartenga al sesso meno rappresentato. Nel Consiglio nazionale, inoltre, ci saranno osservatori dei giovani e dei pensionati. Il nuovo assetto istituzionale, che prevede anche l’abolizione del Comitato esecutivo, comporterà una significativa riduzione delle spese per gli organi collegiali.

 

“Con la modifica dello Statuto abbiamo portato a compimento tutte le riforme che ci eravamo proposti per il mandato 2010-2015 – dichiara il presidente della Fondazione Enpam Alberto Oliveti – . Questo percorso ci rende orgogliosi: nel 2011 abbiamo cominciato riformando il modello di gestione del patrimonio, mettendolo in sicurezza. Nel 2012 abbiamo varato la riforma della previdenza, che ha dato 50 anni di sostenibilità al nostro sistema. Oggi, con un nuovo Statuto, diamo ai contribuenti un Ente in cui possano sentirsi ancora più rappresentati”. Il nuovo testo statutario si occupa anche della gestione economica, esplicitando il principio della prudenza e stabilendo che gli investimenti siano fatti secondo modelli procedurali. Lo Statuto, inoltre, elenca in maniera più dettagliata le forme di investimento ammesse e riduce la discrezionalità del Consiglio di amministrazione.  Novità riguardano anche i requisiti di moralità e l’accesso alle informazioni: saranno ineleggibili non più solo i condannati in via definitiva ma anche chi patteggia per reati economici, contro la fede pubblica o contro la pubblica amministrazione. Prevista infine l’adozione di un Codice della trasparenza. Il nuovo Statuto, approvato con 86 voti a favore e 2 astenuti, è frutto di tre anni di lavoro della Commissione paritetica Enpam-Fnomceo, del Consiglio di amministrazione dell’Enpam, delle Consulte, del Consiglio nazionale della Fondazione e del confronto con le organizzazioni sindacali di categoria. L’ultima versione del testo ha accolto gli emendamenti di 21 Ordini (alcuni dei quali tuttavia hanno preferito non partecipare alla votazione), dell’Osservatorio Fnomceo sulla professione medica-odontoiatrica femminile, delle Consulte Enpam della medicina generale, degli specialisti ambulatoriali, degli specialisti esterni e di vari sindacati.  Lo Statuto entrerà in vigore dopo il via libera dei ministeri vigilanti.

 

Gli organi collegiali dell’Enpam si sono ridotti diarie e gettoni di presenza e hanno fissato un tetto ai rimborsi spese. Senza attendere l’entrata in vigore del nuovo Statuto appena approvato, il Consiglio nazionale dell’ente di previdenza dei medici e degli odontoiatri ha votato un’ulteriore riduzione dei propri compensi e di quelli degli amministratori. A proporre la sforbiciata è stato lo stesso Consiglio di amministrazione. “In questi anni abbiamo lavorato molto e centrato obiettivi importanti, sia sulla gestione del ptrimonio sia sulla previdenza. Oggi, in considerazione della situazione economica della categoria e dei sacrifici richiesti con la riforma delle pensioni, crediamo sia opportuno dare un segnale – ha specificato il vice presidente vicario Giampiero Malagnino – Un segnale che oltretutto va a favore dei giovani”. Le somme risparmiate verranno utilizzate per forme di sostegno al credito per i giovani medici e odontoiatri.  I compensi degli organi collegiali della Fondazione Enpam furono stabiliti nel 2005 e mai adeguati all’inflazione. Nel 2011 gli attuali organi collegiali avevano già tagliato del 10% le indennità di carica e i gettoni di presenza

 

 L’Enpam ha approvato il bilancio consuntivo 2013. Con un patrimonio che sfiora i 15 miliardi e un avanzo di 1,1 miliardi, la cassa dei medici e degli odontoiatri si conferma come il più grande ente previdenziale privato italiano. Nel dettaglio il patrimonio netto è salito a 14,97 miliardi, in crescita dell’8,35 per cento rispetto all’anno precedente. L’avanzo di 1,153 miliardi invece è dato dal risultato della gestione previdenziale e patrimoniale, al netto delle spese e delle imposte. Nel 2013 il numero di iscritti attivi è salito a 354.993 e quello dei pensionati a 95.426 unità. Il bilancio ha messo in luce conti previdenziali migliori rispetto alle ipotesi che erano state alla base dell’ultima riforma delle pensioni. Inoltre il patrimonio della Fondazione è pari a dodici volte l’importo delle pensioni pagate nell’anno, quando l’obiettivo minimo fissato dalla legge è di cinque volte.
"A vent’anni dalla legge di privatizzazione, possiamo cominciare a pensare ad azioni che vadano nella direzione di alleggerire la pressione sulle nuove generazioni. Una volta predisposti i nuovi bilanci tecnici attuariali, se ci saranno positività potremmo usarle per ridurre i sacrifici dei giovani", ha detto il presidente della Fondazione Enpam Alberto Oliveti. Il bilancio 2013 registra anche l’azzeramento del Fondo oscillazione valori mobiliari, a significare che non c’è più rischio di perdite durevoli su investimenti del passato. Il documento di bilancio è stato votato a maggioranza (88 voti a favore, 8 contrari e 3 astenuti) dal Consiglio nazionale. 

 

Le richieste degli Ordini: L'iniziativa degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri che hanno presentato alcuni emendamenti tutti approvati puntava sulla modifica dello statuto con l'obiettivo di dare una svolta alla Cassa: “L’Enpam ha bisogno di medici responsabili e di consulenti affidabili”. Per i presidenti degli Ordini è inopportuno consentire l’entrata nella Fondazione Enpam di altre professioni; inutile aumentare il Consiglio Nazionale a quasi 180 componenti; necessario ridurre i componenti del Consiglio di Amministrazione (CdA) dagli attuali 27 a sette componenti per renderlo più agile e meno costoso; indispensabile prevedere in Statuto il compenso degli organi istituzionali, per esempio parificandolo (nel gettone e nelle spese rimborsabili) a ciò che avviene in Fnomceo o ponendo un tetto come in ONAOSI e quindi con una drastica riduzione del compenso attuale. E ancora: introduzione del meccanismo elettorale della preferenza unica, per garantire maggiore rappresentatività; clausole di incompatibilità di incarichi e di cariche intra ed extra Ente per gli amministratori. Gli Ordini ritengono opportuno fissare nello Statuto paletti di assoluta sicurezza ai settori finanziari ove il CdA può investire. Dovendo Enpam erogare pensioni agli iscritti è necessario che il rendimento di un patrimonio che attualmente supera i 15 miliardi di euro sia consistente e garantito da  prodotti finanziari sicuri ed affidabili sia nel campo mobiliare che in quello immobiliare”. Inoltre “la richiesta di una presenza di tecnici in CdA, ben lungi dal rappresentare un ritorno al passato, parte dal presupposto che nessun medico può avere competenze sufficienti per gestire al meglio un patrimonio così rilevante come quello della Fondazione. I tecnici servono ad apportare conoscenze indispensabili alla gestione del patrimonio stesso e devono poter essere revocabili in ogni tempo se le periodiche e frequenti verifiche sul loro operato dovessero evidenziare una non corrispondenza agli obiettivi loro assegnati”.

 

fonte: enpam.

 

 

 

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