Protestano i parafarmacisti: figli di un dio minore

Farmacia | Redazione DottNet | 25/06/2014 15:12

Camici gettati per terra, a rappresentare "una dignità professionale troppo spesso svilita". Così ieri con un flash mob in piazza del Pantheon a Roma hanno protestato i titolari delle parafarmacie, nate nel 2006 con le liberalizzazioni legate alla legge Bersani e che ora sono 3000-3500 in tutta Italia.

 Il flash mob, che ha coinvolto una settantina camici bianchi in rappresentanza dei loro colleghi, come spiega Davide Gullotta, presidente della Federazione nazionale parafarmacie italiane (Fnpi), "e' stato ideato per ribadire l'orgoglio di essere farmacisti, come tutti gli altri, e il diritto di esercitare la professione a pieno titolo". "Non devono esistere farmacisti di serie a e di serie B - aggiunge Matteo Branca, vicepresidente della Fnpi - siamo anche noi farmacisti e dovremmo essere liberi di gestire a pieno titolo tutti i farmaci, anche se non in regime convenzionato. Invece ci hanno azzoppato, consentendoci di vendere solo i farmaci cosiddetti da banco. A volte si verificano situazioni assurde, con farmaci gemelli che sono uno vendibile con ricetta e uno senza". Nel mirino dei manifestanti la Fofi (Federazione ordini farmacisti italiani), dalla quale i titolari di parafarmacie affermano di non "sentirsi adeguatamente rappresentati" e alla quale chiedono, come riporta un cartello, "Siamo figli di un dio minore?". "Ci sentiamo equiparati ai farmacisti solo quando si tratta di pagare le tasse" concludono i titolari di parafarmacie.

 

fonte: ansa

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