Bancomat, pochi i medici che si sono adeguati: costi eccessivi

Redazione DottNet | 29/06/2014 18:09

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Pochi i medici che si sono adeguati alla normativa che impone il bancomat negli studi, in vigore da oggi. I più attenti sono stati i dentisti, anche perché molti di loro erano già in possesso del Pos. Gli altri, per il momento hanno deciso di attendere ulteriori sviluppi, visto che per gli inadempienti non si parla di sanzioni.

 

Da oggi scatta l’obbligo per i professionisti di accettare pagamenti tramite Pos con l'obiettivo di assicurare la piena tracciabilità dei pagamenti, e quindi disporre di uno strumento in più nella lotta all’evasione, in base al Decreto crescita bis, il numero 179 del 2012. Pochi, per il momento, gli studi medici che hanno deciso di installare il bancomat. A tenere lontani i camici bianchi dal Pos sono diversi fattori: innanzitutto i costi d'installazione e poi una naturale ritrosia dei propri pazienti a utilizzare i bancomat, in particolare le fasce più elevate d'età. Infatti il peso economico delle transazioni elettroniche - rileva l'indagine di Swg - preoccupa anche i consumatori. Tra gli ostacoli alla diffusione della moneta elettronica segnalati con maggiore insistenza dagli italiani compaiono in prima posizione proprio i costi di carte e bancomat - indicati dal 40% dei nostri concittadini - e il rischio di frode, che preoccupa il 34% mentre rimane uno zoccolo duro del 16% che non nasconde difficoltà nel tenere contro delle spese effettuate. "Un maggiore uso della moneta elettronica - commenta Confesercenti - sarebbe senz'altro positivo, perché diminuirebbe i rischi ed i costi connessi alla gestione del contante. Bisogna però intervenire subito a favore degli esercizi a basso margine ed abbandonare l'approccio utilizzato fino ad ora. Meglio percorrere la strada degli incentivi fiscale, da riservare alle imprese e ai consumatori che usano carte di debito e di credito. Una strategia che, nei Paesi dove è stata applicata - come Argentina e Corea del Sud - ha dato ottimi frutti".
 

Di seguito una piccola guida per il corretto utilizzo del bancomat per i professionisti 

 

Soglia di spesa: L’obbligo scatta quando la spesa per beni e servizi supera la soglia dei 30 euro.  

 

Categorie professionali: Interessa tutti: commercianti, artigiani, imprese e studi professionali. Dal ristorante all’idraulico, dal falegname al dentista, dal parrucchiere a tutte le attività professionali siano essi notai, avvocati, architetti o commercialisti.  

 

Attività obbligate: In un primo tempo la norma, che doveva entrare un vigore a inizio anno, interessava solo i soggetti che fatturavano più di 200mila euro l’anno. Poi la proroga al 30 giugno ha fatto cadere questa prescrizione e da domani tutti devono (o dovrebbero) dotarsi di Pos. 

 

Conseguenze se il professionista non ha installato il Pos: Nulla, perchè il decreto non prevede alcuna sanzione. Non è però escluso che più avanti, una volta che i costi di installazione saranno resi magari più abbordabili, vengano introdotte multe per gli inadempienti. 

 

Il paziente può rifiutarsi di pagare?: Ovviamente no. Lo spiega bene una circolare dell’Ordine nazionale forense inviata a tutti gli avvocati: «Qualora il cliente dovesse effettivamente richiedere di effettuare il pagamento tramite carta di debito e l’avvocato ne fosse sprovvisto si determinerebbe semplicemente la fattispecie della mora del creditore che, come è noto, non libera il debitore dall’obbligazione». Quindi, prima o dopo il cliente paga, con o senza Pos. A tutela dei professionisti si suggerisce però di indicare in un eventuale contratto di prestazione d’opera le modalità di pagamento alternative al bancomat per le prestazioni rese.

 

Sanzioni per il paziente: Nessuna sanzione. L’assenza di multe vale anche per i clienti, che però come detto non sono sollevati dall’obbligo di far fronte al loro debito. La messa in mora del creditore però esclude che gli possano essere chiesti interessi per il ritardato pagamento.  

 

Visite domiciliari: I vari operatori telefonici e molti gruppi bancari, da Telecom alle Poste a Setefi di Intesa Sanpaolo, stanno offrendo sul mercato una serie di soluzioni tecniche molto innovative che consentono ad esempio di sfruttare il proprio smartphone o tablet collegato ad uno speciale lettore di carte.  

 

Costi delle attrezzature: Secondo Confesercenti un professionista che realizza transazioni per circa 50mila euro l’anno tra costi di installazione, canoni e commissioni pagherà all’incirca 1700 euro l'anno. Per cui nel complesso il mondo delle imprese e della libera professione per questi servizi dovrebbe versare 5 miliardi. Per la Cgia di Mestre con 100mila euro di movimentazione il costo annuo dovrebbe oscillare da 2.478 a 2.608 euro a seconda delle tecnologie utilizzate (semplice Pos, Pos cordless o Gsm) che al netto delle detrazioni fiscali scende poi a 1.183-1.240 euro. Secondo uno studio dei Consulenti del lavoro il canone oscilla dai 10 euro del Pos standard ai 28 del Gsm. Per ogni operazione si pagano poi 20 centesimi per la chiamata ad un numero automatico ed una commissione bancaria che in media si aggira sul 2% dell’importo transato.