Bancomat, è polemica: Anaao, solo danni. Codacons, pagare col Pos

Professione | Redazione DottNet | 01/07/2014 00:55

Il giorno dopo l'introduzione dell'obbligo del bancomat negli studi professionali scoppia la polemica. Il Codacons invita a non pagare la parcella in contanti ma solo col Pos, l'Anaao lo considera un danno per medici e pazienti. Dentisti e ginecologi affermano di averlo adottato già da tempo.

Anche per i medici è scattato da oggi l'obbligo di avere in studio i Pos per consentire i pagamenti con bancomat per cifre superiori a 30 euro. Nessuna sanzione è prevista per chi non si adegua, né a livello legale né a livello deontologico. "Siamo chiaramente a favore di una maggiore trasparenza ma credo che l'imposizione di un solo strumento (il Pos) per la tracciabilità delle spese sia insensato", evidenzia Costantino Troise, segretario nazionale dell'Anaao Assomed. "Mi domando - precisa - perché ciò non valga per gli assegni o il bonifico che lasciano anch'essi traccia. Con il Pos ci guadagneranno solo le banche, e a pagare saranno i contribuenti". "È una norma che favorisce solo le banche e, inoltre, è concreta la possibilità di un aumento delle tariffe per i pazienti - spiega il vice segretario della Fimmg, Silvestro Scotti. "C'è poi anche il rischio - sottolinea - che il paziente non paghi e che il professionista 'sprovvisto di Pos' non possa rivendicare i suoi interessi o il danno subito. Si potrebbe arrivare al paradosso di dover stipulare un contratto prima di effettuare la visita per poter avere garanzie". Dubbi e incertezze anche in merito al fatto che la norma si applica a diverse tipologie di camici bianchi. "Stiamo cercando di valutare l'impatto della misura sui diversi tipi di professionista anche perché la libera professione non è uniforme. Un conto è il titolare di un grosso studio, il professionista che fa fatturati alti e che il Pos magari lo ha già - sottolinea Roberto Lala, presidente dell'Ordine dei medici di Roma - altro discorso è il giovane medico che vuole aprire lo studio per il quale l'impatto economico è chiaramente più forte.



In ogni caso non ci saranno sanzioni di alcun genere. A guadagnarci sono solo le banche. Il rischio concreto è solo un aumento delle tariffe per i pazienti". "Bene la trasparenza - sottolinea il segretario della Fp Cgil Medici, Massimo Cozza - ma per i medici dipendenti del Ssn che effettuano la libera professione intramoenia tutte le modalità di pagamento (Pos incluso) devono essere garantite e, soprattutto, a carico dall'azienda pubblica, anche nell'interesse e a tutela dei pazienti". Ma quali oneri economici per i camici bianchi? In primis c'è il costo del canone per avere il dispositivo collegato alla banca per cui i costi variano da 10 euro a 40 euro al mese a seconda del modello e della connessione (wifi - mobile - fissa). A questi va aggiunto il costo d'installazione e, soprattutto, il costo delle commissioni sulle transazioni (da 70 centesimi a oltre 2 euro). Tutti 'euro' che rischiano di essere caricati sulle spalle dei pazienti.  

 

Il Codacons invita tutti i consumatori ''a rifiutare il pagamento con denaro contante per spese superiori ai 30 euro, e farsi mandare il conto a casa da esercenti, artigiani e professionisti che in barba alla legge non si sono muniti di apposito Pos, in modo da scegliere in un secondo momento la modalità migliore per saldare il conto". L'iniziativa, spiega l'associazione dei consumatori, è contro ''quei commercianti, professionisti e artigiani che, in barba alla norma che entra in vigore oggi, non si sono dotati di Pos per consentire ai consumatori di effettuare pagamenti con bancomat o carta di credito''e per superare la situazione di stallo che si è venuta a creare. Infatti, "da oggi tutti gli esercenti dovranno accettare senza riserve il pagamento con moneta elettronica per importi superiori ai 30 euro. Dal momento che, nei confronti dei trasgressori, non c'è alcuna possibilità di agire, perché il decreto che introduce il provvedimento ha "dimenticato" di introdurre sanzioni per chi non si adegua, si rischia l'empasse: commercianti, professionisti e artigiani non possono infatti obbligare i clienti a pagare in contanti, ma senza Pos non sarà possibile per gli utenti effettuare i pagamenti con carta di credito o bancomat" dice il Codacons

 

Nessun allarme tra i dentisti per l’obbligo di dotarsi dell’apparecchio Pos per i pagamenti con il bancomat sopra i 30 euro che scatta oggi. “Come categoria siamo avanti in questo settore – afferma Gianfranco Preda, presidente dell’Associazione nazionale dentisti italiani (Andi) – il 70% dei dentisti si è già dotato di un Pos prima di questa scadenza, e chi non l’ha ancora fatto lo farà presto”. Ma secondo il presidente dei dentisti c’è il rischio di un aumento delle tariffe. “Abbiamo – aggiunge – cercato di ridurre i costi dello strumento attraverso convenzioni bancarie per i nostri associati. Ma – osserva - è una spesa che potrebbe comunque ricadere sulle tariffe, perché il professionista deve pur rientrare della spesa sostenuta, con il rischio che i prezzi aumenteranno”.

 

Due ginecologi su tre già lavorano con il Pos, ovvero offrono ai pazienti la possibilità di pagare la visita con il bancomat. “Ma molti di questi lavorano in regime di intramoenia allargata con Asl o ospedali quindi il costo della gestione del Pos non ricade sui professionisti, ma sulle aziende. Il problema è per i giovani che si affacciano alla libera professione e che per adeguarsi dovranno spendere anche 500 euro l’anno per avere il Pos”. Lo spiega Vito Trojano, presidente dell’Associazione dei  ginecologi italiani, ospedalieri, del territorio e liberi professionisti (Aogoi). “Secondo un nostro monitoraggio sui 6 mila iscritti, due su tre lavorano con il Pos – prosegue Trojano – ma al di là del costo per ciascun professionista che è già sul mercato, il problema maggiore riguarderà i giovani che si affacciano sul mondo del lavoro: dovranno sborsare anche 500 euro l’anno per adeguarsi. Inoltre, spesso i pazienti più anziani hanno poca dimestichezza con carte e bancomat. E’ chiaro – osserva il presidente Aogoi – che per chi lavora invece in regime di intramoenia è tutto molto più semplice: c’è un personale delle Asl o dell’ospedale che si occupa di questa fase dei pagamenti e anche i costi del Pos sono in carico all’azienda. Una situazione molto diversa quindi – conclude – da quella che vive il libero professionista che dovrà accollarsi anche questa spesa”.

 

 

 

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