Immigrazione, aumentano i casi di tubercolosi e meningite

Redazione DottNet | 01/07/2014 14:14

Crescono i casi di malattie infettive ma non c'è ancora una situazione emergenziale. Lo ha detto Maria Triassi direttore del Dipartimento di Sanità pubblica della Federico II a margine della presentazione del Progetto Araknos II.

Secondo quanto spiegato da Triassi, in Campania si assiste a un incremento dei casi di tubercolosi e al ritorno di alcune malattie infettive che, nel vecchio continente, sono "quasi del tutto debellate, silenti". All'origine - secondo quanto spiegato da Triassi - la crescita del fenomeno migratorio che, "ogni giorno fa registrare nuovi sbarchi sulle nostre coste" e "le cattive condizioni igienico sanitarie" in cui i migranti vivono in Italia e in Campania. "In alcune nazioni da cui provengono i migranti - ha detto Traissi - alcune patologie come la tubercolosi e la meningite, che da noi sono quasi del tutto scomparse, sono endemiche e silenti nell'individuo. Questi virus - ha aggiunto - con i climi più freddi possono acutizzarsi e diffondersi". Una situazione che può diventare di difficile gestione soprattutto se "il portatore di malattie infettive viene a contatto con i malati cronici che, di conseguenza, soffrono di immunodepressione". Da Triassi l'invito a "non abbassare la guardia, a estendere e consigliare le vaccinazioni obbligatorie ai migranti e a trovare soluzione al le condizioni abitative inaccettabili in cui i migranti vivono perché - ha concluso - costituiscono un fattore che favorisce lo sviluppo di malattie infettive".
 

fonte: triassi

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