Eterologa, entro il 31 luglio le linee guida

Ginecologia | Redazione DottNet | 07/07/2014 20:16

''E' mia intenzione agire con la maggiore rapidità possibile affinché il percorso della fecondazione eterologa sia attivo in Italia''. La rassicurazione arriva dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che rispondendo al question time alla Camera ha annunciato la costituzione di un gruppo di lavoro ad hoc, affermando che ''entro il 31 luglio'' saranno definiti gli aspetti normativi che comprendono anche la revisione delle linee guida del 2008 in materia di fecondazione assistita.


 

Si apre oggi una fase istruttoria che porterà alla stesura di linee guida sulla fecondazione eterologa in Italia e proprio alla vigilia di questo appuntamento un'intervista del ministro della Salute Beatrice Lorenzin al Corriere della Sera riaccende i riflettori sul tema della fecondazione assistita. Molti i commenti suscitati dalle parole del ministro. Per alcuni, "mettono uno stop alla deregulation", per altri sono un "pretesto per creare confusione". Risponde punto per punto Filomena Gallo, segretario nazionale dell'Associazione Luca Coscioni e avvocato di molte coppie che, nel corso degli anni, 'hanno portato in tribunale' la Legge 40. "Non è vero che bisogna aspettare le linee guida per partire con tecniche eterologhe". La sentenza della Corte Costituzionale, dichiarando illegittimo il divieto di impiantare gameti esterni alla coppia, ribadisce Gallo, non ha creato vuoto normativo, "i centri italiani sono già partiti", "quindi queste dichiarazioni hanno solo lo scopo di creare ulteriori deterrenti e confusione". D'altronde, aggiunge, non c'è neanche bisogno di specificare che i donatori non saranno scelti dalla coppia. "Un catalogo di donatori non esiste in nessun altro paese europeo" e "l'abbinamento del donatore al paziente è di competenza del medico". Quanto al diritto dei nati a conoscere la loro identità biologica, specifica, gli embrioni "non sono titolari di diritto". A meno di "non voler cancellare la legge sull'aborto". Punto di vista opposto per l'Associazione Medici Cattolici Italiani (Amci)che attraverso il presidente Filippo Boscia afferma: "L'embrione ha diritto a conoscere l'identità del genitore biologico, ovvero del donatore di gameti, così come ne hanno diritto i figli adottati. In questo far west in cui si tutela l'anonimato e il diritto ad aver figli ad ogni costo, chiediamo più tutela della fertilità nella popolazione per non ricorrere così tanto a tecniche manipolatorie". Con il suo intervento, è la posizione di Eugenia Roccella (Ncd), "il ministro mostra di voler mettere un freno alla deregulation che molti centri di procreazione assistita auspicano e sottolinea che serve una legge del Parlamento per normare le condizioni concrete e le garanzie sanitarie previste in caso di eterologa". Solo così si può "essere sicuri che non vengano applicate le dinamiche di mercato per la donazione di gameti". Anche per Lorenzo D'Avack, vicepresidente Vicario del Comitato Nazionale di Bioetica, un semplice intervento con delle linee guida ministeriali non sarebbe sufficiente a regolamentare la fecondazione eterologa, che dopo la sentenza della Corte Costituzionale avrebbe invece bisogno di una vera e propria legge. Non la pensa così Claudio Fabris, docente di neonatologia del Sant'Anna di Torino, secondo il quale per regolamentare la fecondazione eterologa sono sufficienti delle 'linee guida fatte con buonsenso'. Anche per Elisabetta Coccia, presidente Ceocs, associazione che riunisce centri di procreazionoe assistita, non c'è bisogno di ulteriori leggi parlamentari, perché "all'eterologa, secondo la Corte Costituzionale, si applicano tutte le norme già previste per l'omologa". Quanto alla stesura delle Linee Guida, specifica, "apprendiamo con piacere la volontà di procedere in tempi rapidi ad una fase istruttoria, a cui siamo chiamati a collaborare e che inizierà già con l'incontro di domani al ministero".

 

fonte: ansa

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